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sabato, Aprile 13, 2024

“ In Molise è giunta l’ora di pretendere il rispetto per l’ambiente e la salute umana”

Ambiente e territorio“ In Molise è giunta l’ora di pretendere il rispetto per l’ambiente e la salute umana”

Volontari, medici, magistrati e giornalisti si sono confrontati sullo stato di salubrità del territorio e sulle azioni poste a salvaguardia della popolazione. “Il male più grande del Molise? La rassegnazione. Ed è ormai giunto il tempo di arrabbiarsi, di smettere di lamentarsi e di pretendere dalle istituzioni più rispetto per il territorio e la popolazione”.

Con l’esortazione del magistrato Nicola Magrone, si è concluso ieri sera a Larino il Convegno “Travolti da un… insolito sviluppo. La nostra salute ne chiede il conto”, promosso dal Centro di Servizio per il Volontariato “il Melograno”, dall’Associazione Ambiente Basso Molise e dalla sezione provinciale di Campobasso della Lega Italiana contro i Tumori.

Un appuntamento che ha richiamato nella Sala della Comunità di Larino un vasto pubblico di cittadini, interessati a comprendere quale sia lo stato dell’arte nel rapporto tra qualità dell’ambiente ed incidenza di neoplasie tumorali in regione ed in particolar modo nel territorio del Basso Molise.

Moderati dal Presidente di Ambiente Basso Molise Luigi Lucchese, pioniere della salvaguardia e promozione ambientale, a questa e a molte altre domande hanno risposto un pool di esperti, da anni impegnati nello studio del territorio e della salute pubblica.

A partire dalla biologa Rosamaria Ricciardi, che nel suo intervento ha messo in luce lo stretto rapporto esistente tra salvaguardia del territorio e salute e di come “negli ultimi decenni, sia stata osservata una notevole erosione della biodiversità, che trova concorde la maggioranza dei biologi nel credere che sia in corso un’estinzione di massa, causata dall’attività umana, che incide nella distruzione di piante, animali e dei loro habitat”.

Un habitat che in Molise è ancora caratterizzato da una elevata biodiversità, da anni “sotto attacco di un insolito sviluppo” che sta minando la salubrità del territorio e, di conseguenza, la salubrità dell’ambiente e della salute della popolazione residente, ha continuato Sara Fusco, tra le responsabili del Progetto Europeo Life Maestrale di salvaguardia delle coste molisane, portato avanti con successo dall’Associazione Ambiente Basso Molise.

D’altra parte, come evidenziato nelle relazioni dell’oncologa Antonia Silvestri e della dottoressa Milena Franchella, è ormai conclamato lo strettissimo rapporto esistente tra l’inquinamento e la salute e di come gli inquinanti prodotti artificialmente dall’uomo, per le elevate concentrazioni raggiunte o per il loro grado di tossicità, hanno già alterato l’equilibrio dell’ambiente provocando effetti dannosi per l’uomo.

Ma se in altre parti d’Italia si è presa coscienza del problema e le soluzioni sono già in atto, in Molise si può ancora parlare di “anno zero” dell’ambiente, massacrato dalle infiltrazioni malavitose che per anni, come accertato dalle numerose inchieste delle forze dell’ordine, hanno sversato sul territorio regionale tonnellate di rifiuti pericolosi, svelando – ha ricordato il giornalista Michele Mignogna –  le pericolose connivenze con la classe politica e dirigenziale locale, fino alle cisterne di percolato di discarica smaltite illegalmente nel depuratore del nucleo industriale di Termoli o, peggio ancora, sui terreni coltivati del Basso Molise.

E la palla della responsabilità rimbalza inevitabilmente sulle istituzioni molisane, in particolare sulla politica, che da decenni non è ancora stata capace (o ancora non ha voluto) attuare il Registro di Incidenza dei Tumori in regione, nonostante l’impegno di esperti quali il dottor Giovanni Fabrizio che, nel corso del suo intervento, ha spiegato chiaramente che tutti sono pronti per dare inizio al Registro, tranne la classe politica che ancora tergiversa sulla sua attivazione effettiva.

E allora? Allora “è tempo di dire basta – ha esortato il magistrato Nicola Magrone – ed è drammatico che in Molise ancora non si riesca a realizzare il Registro Tumori di Incidenza, mentendo sapendo di mentire sulla drammaticità di un argomento tanto importante come quello della salute umana. Ma le colpe non sono tutte da ricercarsi nelle istituzioni, ma anche nell’ignavia di una popolazione, quella molisana, che deve smetterla solo di lamentarsi, deve smetterla di rassegnarsi, comprendendo che è giunta l’ora di arrabbiarsi, impegnarsi, pretendere un futuro più sano e più rispettoso per la salute e l’ambiente”.

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