Pubblicato: giovedì 31 maggio, 2018 - Tempo di lettura: 3 min.

Giocare è un modo divertente per allenare il cervello

Sempre più persone trascorrono ore in palestra sollevando pesi o facendo esercizi cardio, così da mantenere in forma il proprio corpo. Tuttavia, non bisogna limitarsi ad allenare solo il fisico, bensì anche la mente; spesso, infatti, per gran parte della giornata il cervello è in modalità passiva e ciò comporta che molte abilità cerebrali, compresa la memoria, il pensiero e la logica, ristagnino.

L’esercizio fisico, la buona alimentazione, una vita sociale appagante e la stimolazione mentale svolgono tutti un ruolo fondamentale nel mantenere il cervello giovane, sano e in forma, ma come stimolare la nostra mente? Vi sono molteplici modi, tra cui la lettura, i puzzle, la meditazione, i giochi di strategia e anche i videogame; altresì, queste attività aiutano persino a prevenire l’insorgenza di malattie come Alzheimer o demenza senile.

Quando sono stimolati, infatti, i neuroni necessitano di più ossigeno ed elementi nutritivi; ciò favorisce la nascita di nuove connessioni tra le sinapsi. Mantenere attive le cellule del cervello è dunque la chiave per generarne di nuove e far crescere quelle già esistenti. Inoltre, sebbene per anni si sia affermato il contrario, anche i neuroni possono rigenerarsi con le cellule staminali.

Alcuni studi piuttosto recenti svelano che il nostro cervello può essere allenato anche divertendosi. Enigmi, indovinelli, parole crociate, scacchi e anche giochi di carte possono aiutare a favorirne la neuroplasticità, ossia la capacità del cervello di riorganizzarsi formando nuove connessioni neurali.

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Svagarsi è un modo facile e divertente per allenare la nostra mente. Giochi da tavolo, all’aria aperta o persino videogame: hanno tutti un effetto benefico sulle sinapsi. Certamente, poi, tra i giochi da tavolo più diffusi e conosciuti troviamo gli scacchi; stesso obiettivo, medesime risorse, ovvero dare scacco matto al re avversario. È un esercizio dalle infinite possibilità, poiché utilizza tutte le nostre abilità mentali: concentrazione, pensiero critico, ragionamento astratto, risoluzione dei problemi, predizione, pianificazione strategica, creatività, analisi, sintesi e valutazione.

È inoltre doveroso citare il cubo di Rubik: in questo caso l’arma vincente è la matematica, e più nello specifico gli algoritmi. Creare o memorizzare sequenze di mosse che possano realizzare un determinato obiettivo è la chiave per risolverlo.

Passiamo ora ai videogiochi, la forma di intrattenimento più popolare negli ultimi anni. È stato calcolato che in Italia l’industria dei videogame vale circa un miliardo di euro. Complice la loro diffusione, gli scienziati hanno dunque studiato il modo in cui queste tecnologie influenzano il cervello e il comportamento. In primo luogo, essi influenzano la capacità di attenzione; nella fattispecie, i ricercatori hanno notato miglioramenti nell’attenzione sostenuta e in quella selettiva. Inoltre, numerosi test hanno dimostrato anche che giocare ai videogame aumenta le dimensioni e la reattività di quelle parti del cervello responsabili delle abilità visuo-spaziali – la capacità di una persona nell’identificare le relazioni visive e spaziali tra gli oggetti.

In particolare, alcuni dei nuovi giochi 3D come Call of Duty, Killzone, GTA V e Borderlands 2 favorirebbero la crescita dell’ippocampo, ossia quella zona del cervello che aiuta a mantenere ricordi spaziali ed episodici.

I ricercatori hanno anche confermato che fruire di giochi realizzati ad hoc per allenare il cervello ha migliorato la memoria e altre capacità cognitive, inclusi ragionamento, velocità di pensiero e di elaborazione dei concetti. In questo campo spiccano i giochi mobile per smartphone, facili da installare e utilizzabili ovunque.

L’effetto dei videogiochi sull’uomo è comunque una nuova area di ricerca che continuerà ad essere esplorata. Potenzialmente, i videogiochi potrebbero portare allo sviluppo di nuove aree del cervello e addirittura prevenire i disturbi cognitivi.

Per di più, secondo una recente pubblicazione dell’Università della Florida, passeggiare all’aria aperta, camminare a piedi nudi sulla spiaggia ed esplorare luoghi dominati dal colore verde come boschi e foreste, migliora la memoria.

Certamente, gli anni scolastici e universitari sono fondamentali per lo sviluppo dei nostri processi mentali: in questo senso, sarebbe auspicabile che le nostre menti siano esercitate fin dalla giovane età. Giochi come gli scacchi, una corretta alimentazione e attività all’aria aperta sono quindi sempre consigliati a tutti.

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