Pubblicato: martedì 18 aprile, 2017 - Tempo di lettura: 2 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Lattanzio quarto assessore. Frattura: non faccio il nome per non bruciarla

di PASQUALE DI BELLO

Frattura non conferma né smentisce. Per il quarto assessore regionale è Nunzia Lattanzio la favorita. Il presidente della Regione ha parlato a margine di una conferenza stampa dedicata all’Egam, l’ente di gestione delle risorse idriche. Nonostante le rassicurazioni del governatore, sull’acqua pubblica permangono le ambiguità di una legge lascia aperta la porta ai privati.

Contrariamente a quello che tutti pensano, il più grande slalomista della storia non è stato Ingemar Stenmark ma Paolo di Laura Frattura che ancora detiene il titolo. Alla domanda se Nunzia Lattanzio, il consigliere regionale che con la propria astensione ha salvato la legge istitutiva dell’Egam, potesse essere prossima alla nomina ad assessore regionale, ha risposto saltando in un solo secondo tre paletti: “Mi hanno insegnato a non fare nomi prima, perché potrebbero essere bruciati”. Di conseguenza, per non “bruciare” la Lattanzio, Frattura il nome non lo fa. Ma non lo esclude, né lo smentisce. Qualora accadesse, sarebbe politicamente un atto di compensazione per la ciambella di salvataggio lanciata dalla Lattanzio alla maggioranza di Frattura. Se non ci fosse stata la sua astensione, vale la pena di ripeterlo, il centrosinistra già a pezzi si sarebbe totalmente disintegrato con conseguenze imprevedibili. Ma Nunzia, che da bambina sognava di fare il bagnino, ha portato a riva i naufraghi del centrosinistra in ammollo.

La giornata politica, in realtà, doveva essere dedicata ad altro. La conferenza stampa indetta da Frattura dedicata all’Egam, il controverso ente regionale destinato a gestire le risorse idriche molisane, si è trasformata in una ghiotta occasione per parlare di politica: dalla traballante maggioranza che sostiene Paolo di Laura Frattura – e che sull’Egam, per restare in tema, ha fatto acqua da tutte le parti – alla indicazione del quarto assessore regionale, pupazzo chiamato a completare il presepe regionale e atteso dal lontano gennaio 2016 quando Michele Petraroia lasciò libero il proprio posto in Giunta. Su entrambi i temi, sulle partenze e sugli arrivi politici, primi tra tutti quelli dei due transfughi Monaco e  Micone, passati dall’opposizione alla maggioranza, Frattura ha dato ampia prova di essere lui il campione del mondo di slalom. In confronto a lui, Stenmark, Thoeni e Tomba, fanno la figura di tre pali della luce piantati nella neve,

Oltre a questo, allo slalom, residua il tema dell’acqua e la strampalata difesa d’ufficio della legge fatta da Frattura, Nagni e Ciocca, una imbarazzante arrampicata sugli specchi, rimanendo del tutto aperta, se non spalancata, la possibilità che l’Egam affidi ad un operatore privato la gestione delle reti idriche. Ma le chiacchiere, come si sul dire, stanno a zero e a nulla vale lo scaricabarile fatto dai tre sui sindaci a cui è vero che spetta l’ultima parola ma sulla quale, di riffa o di raffa, arriveranno a mettere la lingua anche le multinazionali dell’acqua privata, oltre che le mani nelle tasche dei cittadini.

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