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giovedì, Luglio 2, 2026

Isernia. Medici in fuga, pronto soccorso nel caos. Pastore getta la spugna: sembra di stare a Kabul

AttualitàIsernia. Medici in fuga, pronto soccorso nel caos. Pastore getta la spugna: sembra di stare a Kabul

lucio pastorePersonale in fuga e situazione sempre più caotica al pronto soccorso di Isernia. I carichi di lavoro sono diventati insostenibili per medici e infermieri rimasti in servizio, garantire l’assistenza ai pazienti è un’impresa ai limiti dell’impossibile. Gente parcheggiata da giorni in corsia, le richieste di intervento che si accumulano, turni massacranti. Di fronte a un quadro così desolante e in assenza di risposte dai vertici sella sanità regionale, anche Lucio Pastore, portavoce del comitato «Bene comune Veneziale», ha deciso di dire basta. Da oggi è in malattia, con una diagnosi dice tutto: stress da lavoro. «Andare avanti in questi condizioni è impossibile. Sono andati via sette medici. La chiusura di altri pronto soccorso ha creato un iperaffollamento al Veneziale. Il personale non riesce a stare dietro a tutte le richieste. Ci sono emergenze da affrontare, mancano i posti letto e la gente staziona da noi per giorni. Di fronte al silenzio dell’amminstrazione ho deciso di gettare la spugna». Come andrà a finire è presto per dirlo. I segnali non sono tuttavia incoraggianti. Da anni vengono segnalate le criticità del pronto soccorso. Ma una via d’uscita ancora non si trova. Anzi, con il passare del tempo le cose sembrano essere peggiorate: «Lunedì è stato toccato il fondo – ha detto ancora Pastore -: sembrava di stare in un ospedale di Kabul. Caos totale. Per questo ho deciso di dire basta: in queste condizioni mette a rischio la mia salute, ma soprattutto quella dei pazienti. Così no si può andare avanti».

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