Il mondo politico scende in campo e si mobilita in seguito all’allarme rifiuti tossici che dalla Campania si sarebbe esteso anche in Molise secondo le dichiarazioni del pentito della camorra Schiavone.
Il segretario regionale dell’Italia dei Valori Cristiano Di Pietro invita tutti tenere alta l’attenzione sull’argomento. «Parlare di mafia in Molise non è semplice ma è necessario – ha dichiarato – Dove non si parla di mafia la mafia trova terreno libero per i suoi tentacoli. Restare in silenzio equivale, in qualche modo, ad essere complici».
Per l’esponente dell’Idv è dunque importante che su un tema importante come quello della salute pubblica e della salute ambientale cada il muro del silenzio. «In Molise siamo stati e continuiamo ad essere testimoni di episodi collegati allo smaltimento illegale di rifiuti pericolosi – ha ricordato Di Pietro – Abbiamo iniziato a discuterne a partire dagli avvenimenti del Cosib, poi con la scoperta dei fusti radioattivi custoditi nelle cantine di Castelmauro e con i più recenti rilevamenti di diossina sulle carni macellate sul territorio della piana di Venafro».
Per il segretario regionale dell’Idv il Molise è a rischio infiltrazioni malavitose che cercano di conquistarsi nuovi spazi e nuovi territori dove poter operare con tranquillità. «Il rischio – ha concluso – è che venga trasformata in isola felice per il malaffare».
Sul tema ha preso posizione anche il consigliere provinciale di Campobasso di Costruire democrazia, Michele Durante che ha preannunciato la presentazione di una mozione che impegna la Provincia a chiedere alla Regione il blocco di tutte le concessioni rilasciate relative alla produzione di energia attraverso fonti inquinanti, comprese quelle di origine animale. «La salute dei cittadini molisani non si baratta – ha puntualizzato – e il modello di sviluppo per il futuro della nostra regione, l’unico perseguibile, è quello che deriva dalla tutela dell’ambiente e del territorio per sfruttarne ed implementare le sue potenzialità turistico ricettive e la produzione agroalimentare di qualità».



