Spinto dal Quirinale e dalla tenacia del ministro, palazzo Chigi fa quadrato sulla Cancellieri consapevole che, comunque vada, dovrà leccarsi le ferite per il colpo d’immagine e di credibilità.
Il passaggio in aula del Guardasigilli, previsto per martedì, non si annuncia come un atto più o meno formale e la crescente insofferenza per le larghe intese dei due principali partiti della maggioranza, rischia di tramutare la vicenda delle telefonate «umanitarie» in un potente detonatore.
Spinto dal Quirinale e dalla tenacia del ministro, palazzo Chigi fa quadrato sulla Cancellieri consapevole che, comunque vada, dovrà leccarsi le ferite per il colpo d’immagine e di credibilità.
L’interessata è pronta a combattere, anche se ad Enrico Letta ha messo a disposizione il mandato concludendo la lunga telefonata con un lapidario «valuta tu se sono un peso».


