Come esponente di Costruire Democrazia, come avvocato, da sempre impegnato nella battaglia per i diritti, ma, soprattutto, come cittadino molisano, mi sento umiliato ed offeso dalla recente delibera n. 115 dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale del Molise.
Credo che la società civile, al di là di ogni possibile logica di schieramento, non possa restare indifferente difronte a questo ulteriore, protervo ed insensibile tentativo di difesa di odiosi privilegi.
Si pretende di confondere la richiesta di rispetto dovuto alle Istituzioni con la tutela delle guarentigie (anche economiche) cui, una classe politica irresponsabile e completamente avulsa dalla realtà, proprio non riesce a rinunciare.
Il rispetto per le Istituzioni risiede soprattutto in chi, occupandole, opera esclusivamente per il bene comune e non per interessi propri o di partito.
Chiedo, a quanti hanno ancora a cuore la convivenza civile e democratica di aderire all’appello che segue.
La Delibera n. 115 del 13 ottobre 2013 dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale del Molise rappresenta, a nostro avviso, il punto più basso mai raggiunto dalla politica regionale molisana.
Attraverso un goffo ed inopportuno tentativo di fare la faccia feroce, si tenta, contemporaneamente, da un lato, di imbavagliare la stampa che si pretende ancella del potere e, dall’altro, cosa inaudita in un paese che si afferma democratico, di minacciare fantasiose ritorsioni legali nei confronti delle persone che legittimamente, democraticamente e civilmente manifestano contro la “casta” molisana o, semplicemente, esprimono dissenso nei suoi confronti.
Senza voler entrare nel merito del mostro giuridico costituito da tale delibera, respingendo con sdegno al mittente ogni velata o palese accusa di vilipendio, noi rivendichiamo con forza il sacrosanto ed inviolabile diritto a manifestare (entro i limiti della civile convivenza democratica), con ogni mezzo, i nostri giudizi e le nostre opinioni. Diritto, peraltro (forse giova ricordarlo), scolpito anche nell’art. 21 della nostra Costituzione Repubblicana.
Nello stesso tempo, chiediamo con forza le dimissioni dell’intero Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale del Molise che, mostrando cotanto spregio nei confronti della sovranità popolare, ha profondamente offeso l’essenza basilare stessa delle nostre istituzioni democratiche.
Chiediamo, infine, che, tra coloro i quali siedono a Palazzo. Moffa, quanti non condividono modalità e contenuti della delibera 115, ne prendano immediatamente ed inequivocabilmente le distanze, affinché il corpo elettorale possa comprendere, una buona volta, da chi è rappresentato.



