Pc e pendrive di Di Vita estratti in Questura. Alfonso: Attività di routine

CronacaPc e pendrive di Di Vita estratti in Questura. Alfonso: Attività di routine

Dalle cozze finite in discarica ai file dei computer delle chiavette Usb, sequestrate a Gianni Di Vita.
In questura a Campobasso il lavoro degli agenti della Mobile guidati da Marco Graziano, va avanti su più fronti. Terze e quarte persone che spuntano nelle indagini, tra i si dice del paese e le indiscrezioni raccolte sul campo.
Nelle ultime ore, l’attenzione degli investigatori si è di nuovo concentrata sui contenuti degli apparecchi elettronici prelevati dagli studi di Campobasso e Pietracatella, del commercialista.
A via Tiberio è tornato anche Gianni Alfonso, consulente informatico di Vittorino Facciolla, che tutela gli interessi di Gianni e della figlia Alice. Per alcune ore ha assistito alla copia dei dati contenuti negli hard disk, uno dei quali messo a disposizione della polizia dallo stesso professionista.
Provate per un minuto ad immaginarmi innocente, ha dichiarato ai cronisti che lo inseguono dappertutto Gianni Di Vita, in questi giorni a Torino, dove la figlia ha cominciato a frequentare l’università.
Mentre il suo legale, Vittorino Facciolla, ha di nuovo messo in dubbio la correlazione con i tempi dei sintomi accusati da Sara e Antonella con l’assunzione della ricina. Il veleno che ha ucciso le due donne, secondo le relazioni dei consulenti della Procura, Carlo Locatelli e Benedetta Pia De Luca, su cui però i super esperti del Robert Koch Institut di Berlino non hanno ancora pronunciato parola.
Il 30 e 31 di luglio, in una scenografica perquisizione con tende e strade bloccate hanno prelevato 131 reperti dalla casa di via Risorgimento. Più 71 alimenti, tra avanzi e cibi che erano conservati all’istituto zooprofilattico. Duecento campioni su cui relazionare, come si è capito ormai, entro la fine di dicembre. A questi vanno aggiunti gli oltre 200 computer analizzati nelle quattro scuole. Il giallo sulla morte di mamma e figlia, insomma potrebbe avere una svolta non prima di un anno da quei tragici eventi.

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