Biblioteca Albino di Campobasso nell’ex Mattatoio, idea dell’amministrazione

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Dieci anni senza la biblioteca. Studenti, ricercatori o semplici appassionati della lettura non possono consultare o leggere un libro, un volume dal primo settembre del 2016.
Da quando, cioè, per problemi strutturali e tecnici dell’edificio di via D’Amato, sono stati chiusi i cancelli ad uno dei maggiori centri culturali di Campobasso.
E a testimonianza di quella sorta di bombardamento al patrimonio culturale della città, è rimasto in piedi l’immobile che per decenni ha ospitato migliaia di volumi. Anch’esso ridotto a rudere.
Mercoledì, in Consiglio comunale, potrebbe riaccendersi la luce sulla Albino. L’aula è chiamata ad approvare il Protocollo d’Intesa siglato tra il Ministero della Cultura, il Comune di Campobasso e la Presidenza del Consiglio regionale del Molise per la riapertura della Biblioteca nella sede dell’ex mattatoio di via Tiberio, oggi Polo culturale, nei cui locali possono essere ricollocati i libri.
I locali rimessi a nuovo non sono stati ancora utilizzati. Ma l’idea, lanciata qualche mese fa dall’assessore alla cultura Adele Fraracci e sostenuta dalla sindaca Maria Luisa Forte con la sua maggioranza, è stata sottoposta al vaglio del Ministero.
Dopo alcuni sopralluoghi, i funzionari del dicastero hanno dato parere positivo. Mercoledì potrebbe essere il giorno, salvo sorprese dell’ultima ora, in cui da palazzo San Giorgio si potrà scrivere la nuova pagina della biblioteca Albino a Campobasso. Dopo dieci anni di assenza, con la proposta di candidatura per la Capitale della cultura, la città potrebbe presto riavere un centro dedicato alla lettura e alla ricerca.

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