Autotrasportatori impegnati nella protesta

AperturaAutotrasportatori impegnati nella protesta

Bottiglie d’acqua portate dai tassisti agli autotrasportatori impegnati nella protesta ai presidi stradali.

Un gesto semplice, hanno detto, i tassinari,  ma dal significato importante: quando una categoria lotta per difendere il proprio lavoro e la propria dignità, la solidarietà tra lavoratori non deve mai mancare.

Ma a sostenere i manifestanti non ci sono solo i colleghi di chi lavora sulle quattro ruote. Se si toglie l’agricoltura ad un territorio cosa resta? Si è chiesto il vescovo della diocesi di Cassano, in Calabria, dove la protesta è più dura.

Senza chi movimenta le merci, l’economia rallenta, le imprese incontrano maggiori difficoltà e le conseguenze ricadono sull’intera collettività”. “Difendere agricoltori e autotrasportatori significa, quindi – ha spiegato monsignor Savino – difendere il lavoro, la produzione e la possibilità stessa di mantenere vivi i territori”.

Gli effetti della protesta sono già visibili anche in Molise, dove i camionisti hanno aperto il presidio al bivio di Pietracatella, sulla Fondovalle del Tappino e al bivio di Guardiaregia. In alcuni supermercati del capoluogo c’è già la corsa all’acquisto dei beni di primo consumo. Frutta e verdura sono quasi ovunque esauriti e a preoccupare i cittadini è anche il mancato approvvigionamento di carburante. Alle pompe di benzina ci sono code da un paio di giorni e benzina e gasolio cominciano a scarseggiare.

Il 20 ottobre il Ministro dei Trasporti Salvini ha convocato i rappresentanti degli autotrasportatori per un confronto e per cercare di far rientrare la protesta. Siamo convinti, dicono i camionisti, che le nostre richieste saranno accolte.

Intanto, la Cgil, per protestare contro il carovita e l’aumento di energia e beni di prima necessità ha proclamato lo sciopero generale contro la manovra del governo per il 20 novembre.

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