Cuochi da tutta Italia alla scoperta del Borgo Antico di Termoli

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Un gruppo di oltre 80 chef, tra i 500 presenti a Termoli in questi giorni per la Festa Nazionale del Cuoco 2026, ha visitato la mattina di mercoledì 14 ottobre il nostro splendido Borgo Antico, accompagnato dal presidente dell’Archeoclub di Termoli, Oscar De Lena. Il tour guidato è iniziato sul terrazzo del castello, un punto di osservazione privilegiato che ha permesso agli ospiti di ammirare il mare, la spiaggia, il borgo e l’intera città. Subito dopo, il gruppo si è fermato per una foto ricordo nei pressi del busto dell’imperatore Federico II. Qui il presidente De Lena ha catturato l’attenzione dei presenti raccontando i segreti culinari dello “Stupor Mundi”. Federico II amava molto le carni allo spiedo, consumate nei campi durante le campagne militari, in marcia o a caccia. Prediligeva la lepre, le allodole, i fagiani e altri volatili catturati dai falchi che lui stesso addestrava. Tra i suoi piatti preferiti c’era il “biancomangiare” — un pollo ripieno di mandorle, latte e spezie varie — e il pollo servito con l'”agliata”, una salsa a base d’aglio diluita con vino e aceto, il tutto rigorosamente accompagnato dal vino rosso di Troia. Il gusto raffinato dell’imperatore si estendeva anche al pesce. Quando si recava a caccia nei territori di Lesina, scriveva così a Matteo Gentile, conte di Lesina e “Capitaneus et magister iustitiarius Apuliae et terre laboris”: «Alla tua fedeltà ordiniamo che a Berardo, cuoco della nostra cucina, tu faccia dare dei buoni pesci di Lesina affinché egli faccia per noi l’aschipescia» (la scapece). La ricetta di questo piatto è di chiara origine saracena ed è usata ancora oggi nel nostro territorio: anguille grasse del lago di Lesina, tagliate a pezzi e fritte senza farina, per poi essere affogate ancora fumanti in aceto forte di vino bianco per garantirne la conservazione. Nel menù di Federico II c’era ampio spazio anche per le verdure e le erbe spontanee come caccialepri, borragine, ruchetta, crispigni, finocchietti, cicoriella e carboncelli, che venivano lessate e condite con olio a crudo. Si deve proprio all’imperatore l’invenzione del piatto di fogliammischate (“i fonghie ammisck”): sul fondo del piatto, prima di distribuire le verdure, venivano adagiate delle fettine di pane raffermo che, inzuppandosi di sugo, diventavano gustosissime. Dopo questa affascinante parentesi di arte culinaria storica, il tour è proseguito verso la Cattedrale, dove De Lena ha illustrato la storia dei nostri due santi patroni, Basso e Timoteo. La passeggiata si è infine conclusa con il passaggio all’interno della “Rejiecelle”, il vicolo più famoso d’Italia grazie ai suoi soli 41 centimetri di larghezza. I cuochi hanno espresso tantissimi complimenti per la pulizia e la bellezza del borgo, salutando il presidente dell’Archeoclub con un lungo applauso. In due ore di passeggiata, De Lena è riuscito a far innamorare tutti gli ospiti della nostra splendida Termoli.

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