Il sindacato dei medici Federazione CIMO-FESMED Molise esprime la propria netta contrarietà alla scelta dell’Azienda Sanitaria Regionale del Molise (ASReM) di modificare il Regolamento per il conferimento degli incarichi dirigenziali introducendo, nelle procedure concorsuali volte a individuare i direttori di Unità Operativa Semplice Dipartimentale, un colloquio dotato di autonoma valenza selettiva.
La proposta sottoposta alle organizzazioni sindacali attribuisce infatti 20 punti complessivi alla valutazione del curriculum professionale e formativo e 40 punti al colloquio, rendendo di fatto quest’ultimo l’elemento largamente prevalente della selezione.
«Non possiamo condividere un sistema nel quale una prova orale possa valere il doppio dell’intera storia professionale documentata di un dirigente – dichiara il Presidente regionale CIMO-FESMED Molise Faustino Rosati -. Un medico deve essere valutato per ciò che ha realmente fatto, per la qualità e la quantità dell’attività svolta, per le responsabilità assunte e per i risultati conseguiti. Un colloquio può eventualmente servire a conoscere il candidato, ma non può diventare lo strumento decisivo per scegliere chi debba ricoprire un incarico dirigenziale».
Nel corso del confronto sindacale di questa mattina, CIMO-FESMED, insieme ad ANAAO ASSOMED e FVM, ha formalizzato e fatto inserire a verbale le proprie osservazioni, contestando in particolare la possibilità che il colloquio possa incidere direttamente sull’esito della procedura di conferimento degli incarichi. Nonostante questo, l’ASReM ha comunicato la volontà di procedere con la modifica, registrando sul punto il solo assenso della UIL. La delegazione CIMO-FESMED ha quindi abbandonato il tavolo in segno di protesta.
Occorre ricordare che il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Area Sanità prevede, per il conferimento degli incarichi, una valutazione comparata dei curricula formativi e professionali, nell’ambito della quale devono essere considerate anche le attitudini e le capacità professionali del dirigente. CIMO-FESMED ritiene che l’autonomia aziendale nel definire criteri e procedure non possa trasformarsi nell’introduzione di una prova selettiva autonoma capace di prevalere proprio sulla valutazione comparativa prevista dal contratto nazionale. Il sindacato ha inoltre chiesto chiarimenti sulle ragioni per cui la modifica sia stata prevista esclusivamente per gli incarichi di UOSD, pur essendo UOSD e UOS (Unità Operative Semplici) disciplinate nell’ambito dello stesso articolo del regolamento aziendale e della medesima disciplina contrattuale relativa al conferimento degli incarichi.
«La nostra battaglia non riguarda il destino di un singolo incarico, ma il metodo con cui saranno valutati, oggi e domani, tutti i dirigenti che aspireranno a ricoprire ruoli di responsabilità – conclude Rosati -. Ci riserviamo pertanto di valutare ogni ulteriore iniziativa nelle sedi competenti qualora la modifica regolamentare venga definitivamente adottata e applicata».



