Nuoto, Traversata dello Stretto: l’impresa del molisano Antonio Cerri

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Un’emozione difficile da descrivere, vissuta con passione e determinazione. Antonio Cerri, 45 anni, di Colletorto, ha realizzato un sogno che custodiva da tempo nel cassetto: attraversare a nuoto lo Stretto di Messina.
Una sfida affascinante e impegnativa, affrontata con la forza delle braccia e una grande preparazione. Già allenatore di tanti giovani, Antonio è partito dalla Sicilia, da Torre Faro a Messina, per raggiungere Villa San Giovanni, percorrendo una distanza di circa 3,5 chilometri.
La traversata amatoriale, alla quale partecipano nuotatori provenienti dall’Italia e dall’estero, viene effettuata esclusivamente in condizioni meteo-marine favorevoli, con imbarcazioni di appoggio, personale esperto e assistenza continua. La sicurezza, infatti, è il principio su cui si basa l’intera organizzazione dell’evento, curato nei minimi dettagli.

«A spingermi a partecipare – racconta Antonio – è stata innanzitutto la passione che ho sempre avuto per il nuoto, uno sport completo al quale ho dedicato tanti anni della mia vita. Ho lavorato a lungo in questo settore, facendo l’allenatore e seguendo tanti ragazzi. Ma volevo anche lanciare un messaggio a tutti i giovani e ai miei ex atleti che, per diversi motivi, hanno smesso di nuotare».

Una traversata impegnativa, ma affrontata con la giusta preparazione e con il supporto dell’organizzazione. «È stato tutto ben predisposto e ogni nuotatore è stato seguito in piena sicurezza. La parte più impegnativa è stata soprattutto quella finale, quando ho incontrato delle correnti contrarie, ma sono riuscito a gestire la situazione. Nella prima metà del percorso sono andato più lentamente, poi ho iniziato ad aumentare il ritmo. Ho seguito una barca che mi indicava, più o meno, la direzione e la rotta da mantenere».

Per Antonio, però, questa esperienza ha avuto anche un significato che va oltre la sfida sportiva. «È la conferma che lo sport unisce. C’erano atleti provenienti da tutta Italia e anche dall’estero e, soprattutto, una squadra di nuotatori paralimpici. Una presenza che ribadisce un messaggio importante: ognuno può provare a superare i propri limiti senza paura».

Dopo aver portato a termine la sua impresa, il nuotatore colletortese pensa già al futuro e non esclude di ripetere l’esperienza il prossimo anno. Ringrazia anche le società sportive dell’H2O Sport e lo Sport Village di San Salvo che gli hanno permesso di allenarsi nonostante gli orari e i turni di lavoro.
E la dedica non poteva mancare: «A tutti i miei ex atleti, agli amici, ai colleghi di lavoro, alla mia famiglia e, con un pensiero speciale, a mia mamma Maria in Cielo. Lei è stata un’insegnante e sarebbe sicuramente fiera di me per essere riuscito a trasmettere a tanti ragazzi un messaggio positivo e costruttivo».

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