Gemma preziosa incastonata nella settimana del dono è stato l’intervento di Don Erminio Gallo sulla figura di San Francesco, il sette ottobre, nell’auditorium dell’Istituto omnicomprensivo di Trivento. Il sacerdote ha incontrato le classi terze della scuola secondaria di primo grado anche i ragazzi della sezione di Montefalcone, accolti con gioia, per il primo incontro comunitario, da compagni, docenti e dalla Dirigente scolastica, prof.ssa Ida Cimmino, che ha spiegato la finalità del giorno del dono, quattro di ottobre, tornata festa nazionale, che celebra la figura del santo di Assisi.
Le attività del giorno del dono – ha fatto sapere la prof.ssa Maria Fiorito – riguarderanno l’intera settimana dal cinque al nove ottobre. “Come ogni anno dal 2019, il 4 ottobre, giorno in cui si ricorda il patrono d’Italia, San Francesco d’Assisi la nostra scuola si prepara a celebrare il Donoday (giorno del dono) iniziativa promossa dall’Istituto Italiano Donazione e patrocinata dal MIM, a seguito dell’istituzione dello stesso con legge nazionale n.110 del 14 luglio 2015. La celebrazione di questo giorno è ormai diventata un appuntamento consolidato del nostro Istituto ed è dedicato alla dott.ssa Rita Fossaceca; particolarmente emozionanti sono state tutte le attività svolte nel corso di questi anni, soprattutto, nel suo ricordo, come il riconoscimento e la vittoria del contest nazionale. L’Istituto Italiano della donazione che coinvolge scuole, comuni e associazioni di tutto il territorio nazionale, impegnate in attività virtuose e di solidarietà, ha più volte sottolineato che “Il giorno del dono vuole essere un segno forte, non per istituzionalizzare la generosità spontanea, ma per valorizzare e coltivare la solidarietà; l’obiettivo è quello di costruire una cultura condivisa del dono, strumento prezioso per uscire dalla crisi non solo economica, ma soprattutto di valori” La Dirigente ha, pertanto, invitato alunni e personale scolastico a riflettere sulla propria idea di dono, da intendersi come un gesto che sviluppa energia positiva per costruire una società migliore. Anche il Presidente Mattarella ha spesso sottolineato che il dono e la generosità richiedono “cuore e ragione” per contrastare l’egoismo e l’isolamento sociale, di conseguenza, ha invitato i giovani alla cultura della solidarietà e del volontariato e ha ricordato che donare genera fiducia, apre alla speranza e tiene unite le comunità.
Non poteva esserci, pertanto, riflessione più appropriata ed efficace che quella sulla figura di San Francesco, che ha tenuto Don Erminio Gallo, professore, profondo conoscitore del Medioevo e della storia della nostra Diocesi, il cui cuore religioso è la Cattedrale, grande studioso e scrittore e da pochi giorni, dopo un cammino pastorale in diversi paesi, parroco della Chiesa Santa Croce. La figura del santo di Assisi è stata tratteggiata ai ragazzi con efficacia e completezza, in un dialogo interattivo con gli alunni per coinvolgerli in modo diretto e portarli alla conoscenza di tutte le sfaccettature della grande figura di Francesco, che è, dice Don Gallo, prima figlio di una famiglia agiata, poi cavaliere, quindi anche uomo che combatte, ma solo chi conosce da vicino, gli orrori della guerra, può volgere il suo sguardo altrove per cambiare le cose, come ha fatto Francesco che poi è diventato per antonomasia l’uomo della pace. Spogliatosi, in senso stretto e figurato di tutti i suoi averi, dirompente anche nei confronti della famiglia, da cui si allontana, in modo innovativo si è dedicato agli ultimi, ai lebbrosi, ha fondato la sua regola e insieme a Santa Chiara ha inaugurato una vita comunitaria che è quella dei “fratelli” e delle “sorelle”, profondamente diversa dal monachesimo, più meditativo e lontano dal mondo. Francesco è una sorta di influencer ante litteram, perché prima è il “re delle feste” dei giovani di Assisi, poi diventa lo sposo più fedele di madonna Povertà come ha detto Benigni. Don Erminio ha sottolineato il ruolo del santo come padre della lingua italiana, con il “Cantico delle creature” che può essere considerato una delle prime e più alte testimonianze di testo letterario in volgare umbro e che rappresenta la celebrazione più bella della natura e di tutte le sue creature. D’altronde molto interessante è stata la riflessione sulla storia che, specie, se si tratta di Medioevo, spesso viene guardata, “con sospetto” dai giovani eppure tante sono le curiosità da vivere e da sapere per consolidare l’idea che la conoscenza della stessa fortifica lo spirito critico di ogni persona. Francesco continua il suo cammino addirittura, arrivando lontano nel mondo, per essere appunto portatore di pace, per tornare poi nella sua Assisi, oggi centro del dialogo interreligioso. San Francesco, quindi, come uomo del suo tempo ed esempio di unicità per i giovani, resta un modello universale e immutato nei secoli e Don Erminio ha invitato i ragazzi presenti ad essere autentici, come diceva Carlo Acutis, il santo dei giovani (il cui cammino contemporaneo si intreccia indissolubilmente con quello di san Francesco): “Non bisogna vivere da fotocopie ma da originali”



