Stellantis, Uilm: “Ora occorre tutelare anche l’indotto”

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“Il Molise non può abituarsi alla crisi e alle continue incertezze dello stabilimento Stellantis di Termoli. Il rischio più grande oggi è l’assuefazione. Dobbiamo tornare a pretendere risposte. Serve una reazione collettiva”. Sono le parole di Francesco Guida, segretario regionale della Uil Metalemccanici. La situazione di Stellantis precoccupa per le ripercussioni sui lavoratori, sull’indotto e sul territorio. Secondo Guida bisogna tenere alta l’attenzione proprio sull’indotto, con i lavoratori che stanno vivendo una situazione altrettanto difficile. “Pensiamo alla logistica, con realtà come Kühne+Nagel – ha detto – e a tutto il mondo dei servizi collegati: mensa, pulizie come quelle attività che dipendono direttamente dai volumi produttivi di Stellantis”. Guida chiede alle istituzioni di “far sentire con maggiore forza la propria voce”. Servono risposte concrete sul futuro industriale di Stellantis a Termoli e sulla salvaguardia dell’occupazione, tempi certi e soluzioni concrete per ripristinare pienamente un collegamento fondamentale come quello della Statale 16.
Sul tema Gigafactory sono intervenute anche le senatrici di Italia Viva Raffaella Pàita e Annamaria Furlan. “La rinuncia al progetto – hanno spiegato – non può tradursi nell’abbandono di un territorio, delle sue competenze industriali e di circa 1.800 lavoratori che oggi chiedono certezze sul proprio futuro. Per questo – hanno aggiunto – riteniamo che Termoli debba essere considerata una priorità nella costruzione di una nuova politica industriale nazionale per l’automotive. Secondo le due senatrici di Italia Viva il governo Meloni ha scelto la strada opposta tagliando circa 4,6 miliardi dal Fondo per il comparto e senza costruire un vero piano industriale per accompagnare la transizione del settore. “Il risultato – hanno concluso Paita e Furlan – è che l’Italia rischia di perdere produzioni, competenze e occupazione proprio mentre gli altri grandi Paesi investono per difendere una filiera strategica”.

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