Sette parole per accartocciare e gettare nel cestino l’agenzia che dava per certa la scoperta del computer dal quale erano partite le ricerche della ricina.
Non ci sono risposte di nessun genere. Firmato Elvira Antonelli, in risposta alle domande a raffica partite sulla chat che la stessa Procuratrice ha creato con una novantina di giornalisti.
La notizia ha subito mandato in tilt le redazioni e le trasmissioni anche nazionali, smentita poi in modo categorico anche dal capo della Mobile che ha fatto da eco alla Antonelli: non ci sono notizie in tal senso, ha ribadito Marco Graziano.
Le notizie, quelle vere, sono arrivate da via Tiberio, dove di fronte agli agenti della Squadra Mobile si sono sedute due donne: la figlia di Monia Pasquale e Michele D’Elia, la coppia di Pietracatella che ha legami di amicizia con i Di Vita e la sorella di lui, tecnico all’istituto agrario di Riccia.
Nessun particolare è trapelato sull’interrogatorio durato alcune ore. Mentre si è saputo qualcosa in più sulle perquisizioni di due giorni fa a Pietracatella e Campobasso nei due studi di lavoro di Gianni Di Vita e nella sua nuova abitazione in paese.
Oltre alla borsa di Antonella, con dentro tra l’altro le foto delle figlie e appunti di lavoro, ci sono anche il romanzo dello scrittore molisano Giose Rimanelli “Tiro al piccione”, un altro cellulare e la memoria di un computer.
Tutto questo mentre si attendono ancora i risultati degli esami che sono in corso al Robert Koch Institute di Berlino. Dalla Germania dovranno arrivare risposte importanti sulla eventuale presenza della ricina sui reperti e sugli alimenti prelevati nella casa di Pietracatella.
Carlo Locatelli e Benedetta Pia De Luca, nelle loro relazioni, descrivono la ricina come un veleno che perde almeno il 60 per cento della sua tossicità a contatto con elevate fonti di calore. Il che rende più probabile l’ipotesi che sia stata ingerita con un liquido. Oltre alla citatissima borraccia sequestrata nella mansarda, nell’elenco dei reperti ci sono anche confezioni di succhi di frutta e due bicchieri prelevati in casa: uno a terra, in prossimità del letto e l’altro su un comodino.
Anche nei prossimi giorni intanto sono in programma nuovi interrogatori e non sono escluse nemmeno nuove perquisizioni. Forse lontano da Pietracatella.



