La pista passionale. Il caso di Pietracatella ha assunto una direzione precisa e gli investigatori appaiono sempre più convinti che la soluzione del giallo passi attraverso l’intreccio di relazioni e amicizie particolari.
A dare un impulso alle indagini, le prime risposte non ancora messe su atti ufficiali, arrivate dal Robert Koch Insititu. Gli esperti di Berlino hanno assodato che nel sangue di Gianni e Alice non sono emerse tracce di ricina, il potentissimo e fino a pochi mesi fa sconosciuto veleno che ha stroncato in poche ore le vite di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi.
Come mai, si sono a quel punto chiesti in Procura e negli uffici della Squadra Mobile, mentre Sara e Antonella hanno di sicuro assunto un quantitativo rilevante di ricina, mangiando o bevendo alimenti e liquidi contaminati, Gianni aveva lamentato sintomi e malessere, tanto da essere ricoverato allo Spallanzani.
Anche Alice è stata messa in osservazione nella clinica romana, ma senza mai manifestare alterazioni.
A quel punto, l’ex sindaco di Pietracatella è stato riconvocato per l’ennesima volta in via Tiberio. Ma nell’ultima circostanza, però, si è trovato faccia a faccia con una amica di vecchia data, una insegnante già sentita in precedenza, per sostenere un confronto che ha avuto passaggi di grande tensione.
Le ultime persone sentite dalla Mobile e dalla Procuratrice di Larino due amiche di Antonella. Delle quasi duecento persone ascoltate in questi mesi, proprio una delle amiche è stata denunciata per favoreggiamento. Avrebbe negato, o comunque sminuito, i dissapori che in passato avevano vissuto Gianni Di Vita e la moglie che sospettava che il marito la tradisse.
La scorsa settimana il confronto, tra l’uomo e una sua amica di vecchia data.
A settembre intanto, arriveranno i dati dei telefoni, dei computer e delle chiavette Usb sequestrate e analizzate dagli esperti
Una montagna di dati, da incrociare con le centinaia di interrogatori che si sono susseguiti in tutti questi mesi e che da domani ripartiranno con persone informate dei fatti.
Da Berlino, Christian Herzog e la sua squadra di super esperti stanno preparando le risposte ai quesiti chiesti da Elvira Antonelli sui 131 reperti sequestrati nella casa di Pietracatella. Tra quei reperti, stando a quanto si è saputo, ci sono gli elementi che potrebbero risultare decisivi per risolvere il giallo della ricina.



