Ha preso il via il 17 agosto, presso Palazzo Girardi, il corso serale di lingua italiana rivolto agli italo-discendenti che hanno scelto di tornare alle proprie radici e di vivere a Petrella Tifernina.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di favorire l’accoglienza, l’integrazione e l’inserimento nella comunità locale, ma rappresenta anche una risposta concreta alla sfida dello spopolamento dei piccoli comuni.
I numeri raccontano già una presenza significativa: sono 14 le abitazioni acquistate a Petrella Tifernina da cittadini italo-discendenti, che hanno deciso di investire nel paese e di recuperare un legame con le proprie origini.
È importante precisare che l’Amministrazione Comunale non ha avuto alcun ruolo nelle trattative economiche tra privati finalizzate all’acquisto o alla locazione degli immobili, né nella determinazione dei prezzi o delle condizioni contrattuali. Le operazioni immobiliari sono state gestite direttamente dagli interessati e dai proprietari degli immobili.
Il ruolo dell’Amministrazione è invece quello di intervenire sul piano dell’accoglienza, dell’integrazione e della costruzione delle condizioni necessarie affinché queste persone possano sentirsi parte della comunità e, nel tempo, scegliere di rimanere a Petrella Tifernina.
I contratti finora sottoscritti comprendono anche formule di rent-to-buy, che consentono alle famiglie interessate di intraprendere un percorso graduale verso l’acquisto dell’immobile.
Particolarmente importante è il coinvolgimento delle nuove generazioni. Alcune delle famiglie arrivate hanno infatti iscritto i propri figli alla scuola di Petrella Tifernina, creando una presenza che va oltre il semplice acquisto di un’abitazione e coinvolge direttamente la vita della comunità.
Sul fronte dell’inserimento lavorativo, inoltre, quattro nuclei familiari saranno coinvolti in un percorso di borsa lavoro presso il Comune, della durata di tre mesi. L’iniziativa rappresenta un’opportunità concreta per favorire la conoscenza del territorio, delle istituzioni e della comunità locale e, al tempo stesso, consentire alle persone coinvolte di mettere a disposizione le proprie competenze.
Il corso serale di italiano sarà uno degli strumenti attraverso cui l’Amministrazione accompagnerà i nuovi arrivati nel loro percorso di integrazione, insieme alle attività culturali dedicate alla storia, alle tradizioni e alle radici di Petrella Tifernina.
«Non sappiamo oggi quante di queste famiglie resteranno definitivamente a Petrella Tifernina – dichiara il sindaco Alessandro Amoroso – e sarebbe sbagliato fare previsioni che non possiamo ancora verificare. Ma una cosa è certa: oggi queste persone ci sono, hanno acquistato 14 abitazioni, alcune hanno portato qui i propri figli e hanno scelto di entrare nella nostra comunità».
«È altrettanto importante chiarire – prosegue il sindaco – che il Comune non è intervenuto nelle trattative economiche tra i privati per l’acquisto o la locazione degli immobili. Non abbiamo stabilito prezzi, condizioni o modalità delle compravendite. Il nostro compito è un altro: accogliere queste persone, accompagnarle nel loro inserimento e creare, per quanto è nelle nostre possibilità, le condizioni perché possano stare bene e scegliere di rimanere a Petrella nel tempo».
«Non possiamo garantire che tutti resteranno – aggiunge Amoroso – ma possiamo garantire la massima disponibilità dell’Amministrazione e un impegno concreto. Il corso di italiano, le attività di integrazione, l’attenzione alla scuola e le quattro borse lavoro della durata di tre mesi presso il Comune vanno esattamente in questa direzione: non limitarci ad accogliere chi arriva, ma fare in modo che possa costruire un rapporto reale con il nostro paese».
Anche la popolazione locale ha avuto un ruolo importante nell’accoglienza. I nuovi arrivati sono stati accolti con favore dai cittadini, che hanno cercato di accompagnarli nel loro inserimento e di farli sentire a casa.
Il percorso mette quindi insieme alcuni temi centrali per il futuro di Petrella Tifernina: spopolamento, scuola, abitazioni, lavoro, formazione linguistica e integrazione.
L’obiettivo non è considerare l’acquisto di un’abitazione come un risultato definitivo, ma trasformare la presenza di queste famiglie in una possibilità concreta di nuova vita nel paese.
«Se vogliamo contrastare lo spopolamento – conclude il sindaco Amoroso – dobbiamo creare le condizioni perché le persone possano vivere, lavorare, mandare i propri figli a scuola e sentirsi parte della comunità. Gli acquisti e i contratti stipulati tra privati sono un punto di partenza. Il compito dell’Amministrazione è fare in modo che chi arriva trovi una comunità pronta ad accogliere, servizi, opportunità e un ambiente nel quale possa decidere liberamente di costruire il proprio futuro. Il corso serale di italiano e le altre iniziative che stiamo mettendo in campo sono piccoli ma concreti passi in questa direzione».




