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venerdì, Giugno 19, 2026

Lavoro stazionario in Regione, UIL Molise: Urge mobilitazione di istituzioni

EvidenzaLavoro stazionario in Regione, UIL Molise: Urge mobilitazione di istituzioni

La UIL Molise esprime profonda preoccupazione per i dati contenuti nel rapporto annuale della Banca d’Italia sull’economia regionale, presentato a Campobasso. Un quadro che, dietro la definizione neutra di “stazionario”, racconta in realtà una regione ferma, mentre il resto del Paese — pur con difficoltà — continua a muoversi. Secondo l’indicatore ITER elaborato dalla Banca d’Italia, il livello di attività economica del Molise si sarebbe ridotto dello 0,1% nel 2025, a fronte di una crescita del 0,7% stimata per il Mezzogiorno e dello 0,5% per l’Italia nel suo complesso. Il Molise resta indietro rispetto al resto del Mezzogiorno, in un anno già difficile per l’intero Paese, sottolinea il segretario Gianni Ricci. Il dato più preoccupante riguarda il lavoro: nel 2025 la crescita occupazionale si è arrestata e si è accentuato il calo delle forze di lavoro. Le ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni sono aumentate sensibilmente. Un segnale che la UIL Molise registra con allarme, perché dietro ogni ora di CIG ci sono famiglie in difficoltà, incertezza, ansia per il futuro. A questo si aggiunge un dato strutturale che pesa da anni sulle tasche dei lavoratori molisani: tra il 2008 e il 2023 il valore reale delle retribuzioni si è ridotto in misura più marcata rispetto alla media nazionale. Lavoriamo di più, guadagniamo meno, e perdiamo potere d’acquisto più velocemente del resto d’Italia. Il rapporto conferma inoltre la persistente debolezza del settore industriale, in particolare del comparto automobilistico, caratterizzato dalla prevalenza di unità produttive di imprese con sede fuori regione e da un peso rilevante sull’economia locale. Una fragilità strutturale che la UIL Molise denuncia da tempo: un territorio che dipende in modo sproporzionato dalle decisioni di grandi gruppi industriali con sede altrove resta sempre esposto, sempre vulnerabile, sempre un passo indietro rispetto al proprio destino. A complicare il quadro, si sono aggiunti elementi di natura locale connessi agli eventi meteorologici avversi e ai fenomeni franosi di fine marzo e inizio aprile 2026, che hanno causato sospensioni dell’attività produttiva e interruzioni delle reti viarie. Non tutto il quadro è negativo, specifica Ricci: è proseguita l’espansione degli investimenti pubblici, alimentati anche dal PNRR. Ma un investimento pubblico che cresce non basta se non si traduce in occupazione stabile e in salari adeguati. E i primi mesi del 2026 non promettono nulla di buono: la Banca d’Italia segnala che l’economia regionale ha risentito del peggioramento del quadro congiunturale nazionale e internazionale. Di fronte a questi numeri, la UIL Molise chiede a tutte le istituzioni — Regione, enti locali, Governo nazionale — un impegno immediato e concreto: accelerare la spesa dei fondi PNRR e dei fondi strutturali europei, costruire una vera politica industriale per il territorio, intervenire con urgenza sul potere d’acquisto dei lavoratori molisani. Non bastano più analisi e convegni: servono decisioni. La UIL Molise, insieme a tutte le categorie e ai propri servizi, conferma il proprio impegno totale nella tutela e nella salvaguardia di lavoratrici e lavoratori, di chi è in cassa integrazione, di chi rischia il posto, di chi ogni mese fa più fatica ad arrivare a fine mese. Saremo presenti su ogni tavolo, in ogni vertenza, al fianco di chi lavora e di chi cerca lavoro in questa regione. Il Molise merita una stagione di crescita reale, non di stagnazione cronica, conclude.

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