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sabato, Giugno 6, 2026

Giallo di Pietracatella, il padre di Antonella: “È crollata in ospedale”

AttualitàGiallo di Pietracatella, il padre di Antonella: "È crollata in ospedale"

Il racconto drammatico di Salvatore Di Ielsi, il papà che il 27 dicembre accompagnò la figlia Antonella al Pronto Soccorso del Cardarelli.
Nell’intervista raccolta dall’inviata di Quarto Grado, l’uomo ripercorre le ultime ore della figlia e della nipotina.
Quando arrivammo in ospedale, le sue parole, Sara era praticamente arrivata alla fine
Qualche ora prima, Sara era stata accompagnata da Alice e da uno zio. Farfugliava e aveva difficoltà ad esprimersi. Aveva la pressione talmente bassa, le testimonianze interne al pronto soccorso, che non le erano riusciti nemmeno a farle un prelievo di sangue.
Ma cosa era accaduto nella casa di Pietracatella e soprattutto quando Sara, Antonella e forse Gianni erano rimasti intossicati dalla ricina. L’infermiere che era stato chiamato per somministrare una flebo
Dopo il primo accesso al pronto soccorso, Sara era stata dimessa. Stava meglio aveva chiesto di mangiare le lasagne. E a casa, Antonella, le cui condizioni erano anche nel suo caso migliorate, aveva cucinato.
Poi la situazione è precipitata, fino alla morte di madre e figlia.
Entro fine mese, i consulenti che hanno affiancato Benedetta Pia De Luca, dovranno dire se Sara e Antonella avrebbero potuto salvarsi. Oppure se la quantità di ricina finita nel loro organismo avrebbe reso vano qualsiasi intervento. Una circostanza, questa, che se acclarata, toglierebbe definitivamente dalla scena i cinque medici che al momento restano gli unici indagati.
Nella prossima settimana, gli investigatori si starebbero preparando a tornare nella casa di via Risorgimento. Con loro anche gli agenti dello Sco nazionale. Sei mesi dopo i fatti cercheranno tracce di ricina, il veleno che tutta Italia ha conosciuto dopo la morte di Sara e Antonella

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