Trasparenza, rispetto delle norme e verifica della responsabilità contabile, sulla decisione della Giunta regionale di confermare il dott. Domenico Nucci nel ruolo di Direttore Generale, nonostante il suo collocamento in quiescenza.
Sono questi i temi al centro dell’interrogazione depositata oggi in Consiglio Regionale dai consiglieri del Partito Democratico, prima firmataria Micaela Fanelli.
Con la deliberazione n. 32 del 17 febbraio 2026, l’esecutivo ha infatti disposto la prosecuzione dell’incarico fino alla scadenza del mandato del Presidente della Regione. Una scelta motivata dalla Giunta con l’esigenza di garantire la continuità amministrativa e sulla base di una presunta “infungibilità” della figura del Direttore Generale.
“Riteniamo necessario fare piena luce sulla compatibilità di questa decisione con il quadro normativo vigente”, spiega la Consigliera Fanelli. “La legislazione nazionale, in particolare il decreto-legge n. 95/2012, pone limiti molto rigidi al conferimento di incarichi dirigenziali retribuiti a soggetti già in pensione. La giurisprudenza della Corte dei Conti è chiara: le deroghe devono essere interpretate in modo restrittivo e richiedono una motivazione rigorosa che dimostri l’impossibilità di reperire altre professionalità all’interno dell’amministrazione”.
Attraverso l’interrogazione, i consiglieri chiedono dunque al Presidente della Regione di chiarire diversi punti critici.
Innanzitutto, Il fondamento normativo che consentirebbe, secondo la Giunta, la prosecuzione di un incarico retribuito dopo il pensionamento.
Poi i costi per la collettività, se l’incarico continui a essere remunerato e quale sia l’impatto economico annuo sul bilancio regionale.
Quindi la verifica delle professionalità interne, per comprendere se sia stata effettuata una reale ricognizione tra i dirigenti regionali al fine di verificare la presenza di profili idonei a ricoprire il ruolo di vertice.
Infine, i pareri legali. La Regione ha acquisito pareri preventivi dell’Avvocatura, dell’ufficio legislativo o del Collegio dei revisori prima di adottare l’atto?
Il rischio evidenziato dai consiglieri del Pd è che tale scelta possa esporre l’Ente a rilievi della Corte dei Conti, con conseguenti profili di responsabilità amministrativa e possibili contenziosi.
“Il ruolo di Direttore Generale è il vertice della macchina amministrativa regionale e comporta poteri di gestione estremamente rilevanti”, conclude Micaela Fanelli. “Proprio per la delicatezza della funzione, è fondamentale che ogni passaggio sia blindato sotto il profilo della legittimità e dell’imparzialità, evitando forzature che potrebbero gravare sulle casse pubbliche”.



