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venerdì, Maggio 22, 2026

Giallo Pietracatella, estratti dati da dispositivi sequestrati

AperturaGiallo Pietracatella, estratti dati da dispositivi sequestrati

Sono cominciate questa mattina in Questura a Campobasso le operazioni, affidate dalla procura agli esperti informatici dello Sco, per l’estrazione dei dati da telefoni, modem, pc e tablet prelevati nei giorni scorsi dalla casa di Pietracatella dove vivevano Sara Di Vita e sua madre Antonella Di Ielsi, morte avvelenate con la ricina nel dicembre scorso.

Presenti anche alcuni rappresentanti delle parti, tra questi l’avvocato Vittorino Facciolla, che assiste Gianni e Alice Di Vita, accompagnato dal suo consulente informatico Giovanni Alfonso, e l’avvocato Paolo Lanese, legale della famiglia Di Ielsi. “Dall’estrazione dei dati e la loro analisi avremo un quadro più ampio e potranno anche essere ascoltati di nuovo i nostri assistiti. Siamo collaborativi. Gianni ha anche messo a disposzione il suo cellulare. Sono provati anche a causa delle ricostruzioni false di alcuni media nazionali, smentite dalla Procuratrice” ha detto Facciolla.

La procura, nel dettaglio, chiede tra l’altro di estrapolare da ciascun apparato sequestrato dati utili per accertare “rapporti, relazioni e legami correlabili alle navigazioni internet dirette a procurarsi ricina da parte di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi; estrapolazione delle chat di whatsapp e altri social media inerenti alla patologia da ricina affrontata in casa e in ospedale tra il 25 e il 28 dicembre intrattenute tra mamma e figlia o dagli utilizzatori dei dispositivi con parenti e amici”.

Viene anche chiesta l’estrapolazione di tutti i dati “relativi ai rapporti con familiari, parenti e amici, per ricostruire le abitudini di vita, i rapporti delle vittime dall’epoca di prima accensione dei dispositivi e fino al giorno del loro ultimo utilizzo”. Da verificare infine l’eventuale presenza di note e annotazioni sugli alimenti consumati nei giorni antecedenti e a quelli di manifestazione dell’assunzione della ricina, dati relativi alla presenza di documenti inerenti a eventuali patologie sofferte dalle vittime e non conosciute.
Gli esperti avranno 90 giorni di tempo per ultimare le operazioni.

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