Clamoroso colpo di scena nel girone F di Serie D. Non è stato il campo a decretare la retrocessione del Chieti ma una sentenza della Corte Federale d’Appello che ha inflitto ai neroverdi undici punti di penalizzazione da scontare nella stagione appena conclusa. Alla base del provvedimento ci sono irregolarità nel deposito delle liberatorie che attestavano il pagamento degli stipendi di alcuni tesserati.
In primo grado, appena pochi giorni fa e precisamente il 30 aprile, il Tribunale Federale Nazionale aveva ritenuto la violazione di natura formale, limitandosi a una multa di cinquemila euro e a tre mesi di inibizione per il presidente Di Labio. La Procura Federale ha però presentato ricorso e in secondo grado è arrivata la stangata. Con undici punti in meno il Chieti è precipitato al terzultimo posto retrocedendo direttamente in Eccellenza, senza neppure la possibilità di disputare il playout. Cambiato così anche il destino del Sora che ha conquistato la salvezza senza scendere in campo grazie alla forbice di 14 punti su teatini, un distacco che ha annullato il diritto a disputare lo spareggio salvezza.
Una decisione pesantissima che rischia di avere conseguenze importanti anche sul futuro del club neroverde. La società ha già annunciato ricorso al Collegio di Garanzia del CONI, ultimo grado della giustizia sportiva, non appena pubblicate le motivazioni. La dirigenza ha affermato di essere a conoscenza di situazioni debitorie e amministrative ben più gravi tra le proprie “consorelle” pretendendo verifiche a tappeto su bilanci e liberatorie di tutto il girone per garantire il principio di equità. Senza questi controlli, il club si è dichiarato vittima di un provvedimento “ad personam” volto a colpire esclusivamente la piazza teatina. Mentre il Sora può festeggiare la salvezza diretta, la Recanatese si sta preparando alla sfida contro il San Marino. In palio la quarta retrocessione dopo quelle di Castelfidardo, Sammaurese e da ultima proprio il Chieti.



