Si è riunito a Roma il Coordinamento nazionale FIM CISL del Gruppo Stellantis, alla presenza del Segretario Generale Fim Ferdinando Uliano e del coordinatore nazionale responsabile del settore Stefano Boschini, in vista dell’Investor Day 2026 a Detroit da parte del CEO Antonio Filosa. Il Coordinamento, esprimendo preoccupazione per la situazione che stanno vivendo in particolare alcuni siti del Gruppo e dell’indotto nel nostro Paese, ritiene necessario che Stellantis presenti un Piano che rappresenti una svolta concreta e positiva e riconfermi l’importanza dell’Italia nella strategia del Gruppo. Questa dovrà trovare conferma nell’impegno a non chiudere stabilimenti, attività produttive e altre attività di Enti, e a non ricorrere a licenziamenti e riduzioni occupazionali unilaterali. La FIM CISL, chiede la riconferma degli impegni a sviluppare la progettazione e la ricerca delle linee di prodotto e delle produzioni dei brand italiani (Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Maserati), oltre che dei veicoli commerciali, rafforzando la leadership del nostro Paese attraverso lo sviluppo e l’assegnazione delle future motorizzazioni (punto di eccellenza dell’allora FCA e, prima ancora, FIAT, riconosciuto nel mondo), oltre alla conferma di produrre in Italia, per l’Europa, i modelli Jeep. In questo senso, il Coordinamento Stellantis FIM chiede che il nuovo Piano Industriale 2026 quantifichi gli investimenti differenziandone la tipologia (infrastrutture, ricerca e sviluppo, nuove piattaforme e modelli, formazione, ecc.) e le linee strategiche nel settore automotive, predisponendo opportuni investimenti su: digitalizzazione, guida autonoma, servizi alla mobilità e recupero della competitività e del gap tecnologico sulla motorizzazione elettrica. Questo, però, all’interno di un cronoprogramma che definisca precisamente i tempi di attuazione dei vari lanci produttivi, la stima dei volumi e degli effetti occupazionali possibili relativi alla riduzione degli ammortizzatori sociali e a nuovi ingressi/assunzioni, con impegni alla stabilizzazione contrattuale una volta stabilizzati i volumi, facilitando il ricambio generazionale. Tutto questo deve, infine, avere delle conseguenze positive per l’indotto, con impegni e garanzie produttive per la componentistica delle produzioni dei plant italiani di Stellantis. A fronte di ciò, per i singoli siti del Gruppo in Italia presentiamo la seguente analisi dettagliata delle richieste d’impegno per il Piano Industriale:
– Mirafiori
Conferma della produzione di 500 Bev e Mhev; Conferma produzione del Nuovo modello 500 annunciato per il 2030, anticipandone i tempi; Assegnazione di un altro nuovo modello di largo consumo o sviluppo di auto elettriche e ibride prodotte in Europa di piccole dimensioni (fino a 4,2 metri).
– Plant Torino
Enti Centrali: impegno a sviluppare le competenze su ricerca e innovazione, collegate in particolare, ma non solo, alle produzioni negli stabilimenti italiani; Attuazione piano di formazione professionale e nuove assunzioni che si occuperanno dei progetti strategici, di digitalizzazione, di intelligenza artificiale e di elettrico; Sviluppo dei nuovi progetti produttivi con ricadute sulla catena di fornitura italiana; Rafforzare e recuperare le competenze sviluppate nel (CRF)Centro Ricerche Fiat Conferma della sede Europea di Stellantis e globale di Pro One; Completamento Investimento sul Green Campus Mirafiori; Mirafiori Components Plant (ex Meccanica) conferma produzioni su cambio; Sviluppo della produzione del cambio e-DCT per la nuova generazione di modelli ibridi e PHEV; Continuità e sviluppo del Circular Economy Hub e del Battery Technology Center; Mantenimento e sviluppo delle attività legate al sito Mopar House di Rivalta Torinese.
– Modena
Conferma e sviluppo delle produzioni di “alta gamma e lusso” di Maserati e Alfa Romeo; attualmente vengono prodotte e sviluppate le Maserati GranTurismo, GranCabrio, MCpura; Conferma e declinazione in tutti i suoi aspetti e potenzialità del “Progetto Alta Gamma”, con il coinvolgimento della Motor Valley, finalizzato alla produzione di vetture di lusso ad alto contenuto tecnologico; Coinvolgimento di Modena e degli altri stabilimenti italiani su una strategia produttiva e commerciale all’altezza dell’unico marchio del lusso del Gruppo Stellantis. Rafforzamento potenzialità della progettazione, sviluppo e ricerca dei marchi Maserati e Alfa Romeo.
– Cassino
Conferma dello stabilimento di Cassino, come plant dove si sviluppa la produzione delle auto su piattaforma Premium; Definizione di tempi ravvicinati per i lanci produttivi più volte comunicati nei vari incontri anche in sede Ministeriale: Conferma della produzione di Maserati Grecale nell’attuale versione e in quella futura su nuova piattaforma large, predisponendola sia con motorizzazioni elettriche che con quelle ibride; Conferma dei prossimi lanci produttivi delle due future Alfa Romeo Stelvio e Giulia, sia elettriche che ibride a tutt’oggi più volte rinviate/sospese. Conferma dell’altro nuovo modello premium su piattaforma Large comunicato in produzione, sempre nelle due versioni, dal 2027. Progetto sviluppo e produzioni nuovi modelli Maserati (ex Levante e ex Quattroporte); Predisposizione di una iniziativa produttiva in grado di sviluppare attività nell’immediato, in modo da saturare a livello produttivo l’attuale occupazione, nell’attesa dei nuovi lanci produttivi; Annuncio di un piano di risalita occupazionale coerente con la tempistica dell’attività produttiva.
– Pomigliano
Mantenimento delle due linee di assemblaggio; Conferma della produzione della nuova Pandina annunciata al 2030 anticipandone i tempi; Conferma modello Alfa Romeo Tonale e suo restiling; Realizzazione su piattaforma STLA Small di due nuovi modelli compatti di largo consumo a partire dal 2028.
– Melfi
Conferma dei modelli già assegnati: DS8, Nuova Jeep Compass, DS7 e Lancia Gamma. Il primo nella sola versione full-electric, mentre i successivi anche con la motorizzazione Ibrida. Per Lancia Gamma conferma della produzione nel secondo semestre 2026; Conferma dell’annunciato arrivo del nuovo modello entro il 2028. È necessario conoscere il brand, la tipologia di auto in grado di garantire volumi produttivi adeguati e ricadute occupazionali significative; La Jeep Renegade e la 500x hanno rappresentato un successo produttivo, anche perché coprivano una fascia di consumatori con un’auto di uno specifico segmento con un loro brand iconico. È indispensabile prevedere il loro sviluppo e la continuità produttiva negli stabilimenti Italiani nell’ambito dell’offerta di Stellantis.
– Atessa Veicoli Commerciali
Conferma della leadership della divisione veicoli commerciali LCV dello stabilimento di Atessa delle produzioni di tutti i marchi Stellantis (FIAT Professional, Ducato, Citroën, Opel, Peugeot, Vauxhall) e delle varie partnership (Toyota, Iveco ecc.), in tutte le motorizzazioni compresa quella elettrica; Conferma lancio produttivo della nuova generazione dei large van dal 2027; Investimenti su infrastrutture e macchinari per aumentare l’attuale capacità produttiva (oggi vincolata all’investimento fatto nella nuova verniciatura) portandola alle potenzialità del recente passato.
– Termoli
Individuare una nuova prospettiva industriale in grado di garantire la sicurezza occupazionale e lo sviluppo dello stabilimento attraverso lo sviluppo delle motorizzazioni oggi presenti e allocando anche nuove produzioni di nuovi motori; Sviluppo e produzione nuovo cambio eDCT e l’assegnazione del nuovo motore GS in versione Euro 7; Assegnazione di future produzioni/assemblaggio di Batterie Stellantis anche con JV al fine di alimentare le motorizzazioni elettriche delle produzioni di assemblaggio degli stabilimenti italiani.
– Pratola Serra
conferma missione dello stabilimento italiano di fornitore di tutte le motorizzazioni Diesel dei veicoli commerciali del gruppo Stellantis e delle attuali motorizzazioni su alcune autovetture; Nuovi investimenti su nuove motorizzazioni.
– Verrone
Conferma missione unico fornitore cambio dei veicoli commerciali e avvio produzione nel 2027 di componenti per moduli propulsione elettrica. Nuove attività in grado di saturare le potenzialità produttive.
– Teksid
Conferma degli investimenti per l’ammodernamento degli impianti produttivi, rafforzamento del plant con impiego strutturato nel contesto aziendale, coinvolgimento nelle produzioni legate ai nuovi propulsori e garanzia del perimetro occupazionale.
– Comau
Conferma della collaborazione tra Comau e Stellantis in relazione alla vendita dei robot per i nuovi progetti da realizzare, analogamente alle linee di saldatura e Powertrain.
Dalla presentazione del Piano Industriale ci aspettiamo una svolta concreta e una risposta significativa alle richieste avanzate nel presente documento, sia in merito alla conferma degli impegni assunti nei mesi scorsi durante i diversi incontri presso il MIMIT, sia rispetto alle ulteriori richieste finalizzate a rafforzare investimenti e occupazione. È necessario garantire prospettive di sviluppo per Stellantis in Italia e per tutte le aziende dell’indotto, oggi in una condizione di forte sofferenza produttiva e occupazionale, con pesanti ricadute sul lavoro e sulle prospettive future del settore. Riteniamo inoltre fondamentale, anche prima della presentazione del Piano Industriale, avviare un confronto sindacale approfondito sul Piano stesso, articolato per ciascuna realtà produttiva e per ogni ente, al fine di ottenere tutte le informazioni e le garanzie necessarie. A questo dovranno seguire verifiche periodiche e puntuali sullo stato di avanzamento del Piano. Resta inoltre indispensabile affrontare la crisi del settore automotive, portando a compimento la revisione del regolamento UE sulle emissioni nella direzione della neutralità tecnologica, che riteniamo un elemento fondamentale per il rilancio del comparto e per garantirne la sostenibilità sociale. Ribadiamo la necessità di un piano europeo per l’automotive di carattere espansivo, sostenuto da debito comune e da un nuovo Fondo europeo con risorse comparabili a quelle del Next Generation EU. Tale piano dovrà accompagnare la transizione del settore garantendo, assieme alla sostenibilità ambientale, quella sociale e occupazionale. Anche l’introduzione di requisiti “made in Europe”, in assenza di adeguati incentivi e di una chiara strategia industriale, rischia di rivelarsi inefficace. Il Governo deve fare la propria parte, sia nel confronto europeo sia nelle politiche industriali nazionali. È necessario cambiare l’attuale politica industriale per il settore automotive: non si possono ridurre i fondi destinati all’auto, ma occorre invece adottare misure concrete a sostegno del comparto. Servono investimenti, ammortizzatori sociali, una riduzione del costo dell’energia e una revisione degli strumenti di sostegno che preveda maggiori risorse alle imprese dell’indotto e della componentistica, per tutelare un settore strategico sotto il profilo industriale e occupazionale per il nostro Paese.



