Approvata la mozione del Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia al Comune di Campobasso per l’installazione di una “Culla per la Vita”.
“In un contesto di discussione in merito al nuovo POS approvato dalla struttura commissariale, e considerata la riorganizzazione dei punti nascita dislocati su tutto il territorio regionale – ha spiegato la consigliera Stefania Di Claudio -, assume una certa importanza la mozione volta alla tutela della vita approvata nella seduta odierna del consiglio comunale di Campobasso con 11 voti favorevoli e 8 contrari tra cui la Sindaca, i consiglieri presenti del PD, di Italia VIVA e di AVS. Una proposta depositata dalla consigliera Stefania Di Claudio, insieme al suo gruppo politico, che mette al centro del dibattito il diritto supremo alla vita e la tutela della maternità fragile”.
“Una discussione dibattuta ed emotivamente sentita – prosegue l’esponente dell’opposizione – che impegna il Sindaco e la Giunta a sollecitare l’Asrem affinché venga installata anche nel nostro territorio una ‘Culla per la Vita’. L’iniziativa nasce dalla necessità di offrire una risposta concreta e sicura a quelle situazioni di estrema disperazione che, purtroppo, continuano a riempire le pagine di cronaca. Si pensi ai recenti fatti di Bergamo,
dove un neonato, che oggi sappiamo chiamarsi Pietro, è vivo ed è stato salvato proprio grazie a questo presidio; noi istituzioni – sottolinea Di Claudio – non possiamo rimanere indifferenti dinanzi ad un gesto del genere, anzi, abbiamo il dovere di non lasciare indietro nessuno”.
In Italia, le uniche regioni a non avere ancora l’installazione delle “Culle per la Vita”, stando alle ultime ricerche condotte nel 2023, sono la Calabria, il Friuli Venezia Giulia, il nostro Molise, la Sardegna e il Trentino-Alto Adige. “La Culla per la Vita non è solo un dispositivo tecnologico dotato di sensori e riscaldamento h24, ma è un’estrema rete di salvataggio” – spiega la Di Claudio. “Sebbene il parto in anonimato sia già garantito per legge negli ospedali, esistono zone d’ombra fatte di solitudine e paura in cui una donna può non avere la forza di presentarsi in un reparto sanitario. Esistono anche donne travolte dal peso
della depressione post-parto che hanno bisogno di una via d’uscita sicura”.




