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giovedì, Maggio 14, 2026

Intitolazione Auditorium, Lombardi: “Analisi degli atti e delle procedure”

AttualitàIntitolazione Auditorium, Lombardi: "Analisi degli atti e delle procedure"

Riceviamo e pubblichiamo il contributo di Vincenzo Lombardi, musicista e musicologo sull’intitolazione dell’auditorium musicale di Campobasso

Intitolazione dell’Auditorium: analisi degli atti e delle procedure

E non sono solo… questioni di toponomastica

di Vincenzo Lombardi*

Ho appreso dalle notizie riportate dalla stampa della decisione dell’Amministrazione comunale di Campobasso di intitolare l’auditorium Città di Campobasso a don Nicola Vitone. Sono rimasto, come molti, abbastanza perplesso. Riguardo alla decisione, in ragione di studi storico-musicali, specifiche ricerche condotte e pubblicazioni effettuate penso di poter esprimere qualche osservazione, anche se non serve aver fatto studi e ricerche per cogliere alcune evidenze.

Ho cercato di capire le ragioni per le quali l’Amministrazione comunale di Campobasso ha
effettuato tale scelta, trovando qualche traccia nell’atto con il quale viene adottato il provvedimento: si tratta della Delibera n. 70 del 27 marzo 2026.
Si apprende che la Giunta ha tenuto conto del parere della Commissione consiliare Cultura e di quanto da essa deciso nella seduta del 3 marzo 2026. In quella circostanza la Commissione ha stabilito di intitolare a don Vitone l’Auditorium. Le ragioni della decisione, però, non sono note, in quanto il parere, allegato alla Delibera, rubricato Toponomastica. Intitolazione auditorium.

Estratto verbale del 3.03.2026, riporta seccamente solo il seguente testo: La presidente riferisce in merito alle proposte pervenute dai consiglieri presenti relative all’intitolazione dell’auditorium e conclusa la discussione procede alla votazione.

Oltre ad apprendere che sembra vi siano state più proposte, nonostante quella portata ai voti è solo quella per don Vitone, con ogni probabilità le ragioni della scelta sono le stesse prese in considerazione dalla Giunta e riportate in Delibera. Di seguito le riprendo per punti:
1) il Maestro Vitone è stato un compositore molto prolifico, concependo pagine di intimo
valore, sia sacre che profane nonché importanti documenti e pubblicazioni di elevato e
nobile rigore artistico. Non si può certo negare che sono esistiti musicisti molisani, anche campobassani, che in varie epoche hanno raggiunto per meriti artistici e ruoli ricoperti livelli e profili di valore internazionale ben più rilevanti di quelli attribuiti a don Nicola Vitone; musicisti che, a quanto risulta, non sono stati presi in alcuna considerazione. Se solo si fossero presi in esame i profili professionali di alcuni dei tanti musicisti molisani, a mio parere, i meriti attribuiti al sacerdote sepinese non sarebbero apparsi sufficienti a supportare la scelta fatta dal Comune.
Si può facilmente dimostrare quanto le valutazioni di merito artistico-musicale espresse in Delibera ed attribuite a don Vitone (prolificità ed importanza delle pubblicazioni), siano non comparabili a quelle attribuibili ad altri musicisti. Solo ad esempio, a quelle di Tito Mattei o di Erennio Gammieri di Campobasso, oppure a quelle di Nuccio Fiorda, di Aladino Di Martino o di Adriano Lualdi, molisano solo di nascita. Se il parametro è stata la prolificità, certo don Vitone non è fra i primi; se invece il parametro per la valutazione è stato il richiamato “rigore artistico nobile ed elevato”, beh, qui bisognerebbe capire davvero cosa s’intenda e in cosa consistano sia la nobiltà, sia l’elevazione.
Viene da chiedersi, allora, perché i meriti di altri musicisti non siano stati esaminati e non abbiano avuto l’opportunità di essere apprezzati (almeno stando agli atti pubblici). La perplessità, quindi, aumenta e la curiosità si sposta sulle ragioni e sul percorso che hanno condotto alla scelta finale.

2) Riguardo agli elementi afferenti a curriculum vitae et studiorum ed alla carriera artistica di don Vitone portati a supporto della scelta, ci si può chiedere se sia di minor conto essere stato direttore d’orchestra al His Majesty’s Theatre di Londra (per Tito Mattei), oppure aver
ricoperto l’incarico di Maestro concertatore al Teatro Imperiale di San Pietroburgo (per
Erennio Gammieri); ed ancora, aver collaborato con Pietro Mascagni ed essere stato maestro sostituto di Arturo Toscanini (per Nuccio Fiorda), oppure essere stato allievo di Gaetano Donizetti (per Marcello Pepe).

3) Riguardo al merito attribuito a don Vitone per aver fatto installare il primo organo a canne presso la Cattedrale, o Chiesa della Trinità, basta leggere qualche cronaca storica per
apprendere che le vicende degli organi di tale chiesa sono tante e sono documentate almeno a partire dal 1765.

4) Sul legame del sacerdote e musicista sepinese col territorio molisano, si può osservare che non minore fu quello di altri e prestigiosi compositori molisani, lo stesso Gammieri, come si rileva dalle sue lettere, agognava rientrare in Molise, a Campobasso, dalla lontana Russia e le sue composizioni ha voluto fossero pubblicate da editori italiani; altri, come Aladino Di Martino, hanno scelto di morire nel loro comune di nascita. In merito, poi, alle dediche di trittici al Molise, al fianco di quello organistico intitolato Saepinum di don Vitone (segnalato in Delibera), si possono citare almeno quello orchestrale di Adriano Lualdi intitolato Samnium, e alcune composizioni di Victor De Rubertis di Lucito, emigrato in Argentina.

5) Infine, in merito alla nota informativa, evidenziata in Delibera, inviata (non è meglio
precisato se inviata alla Giunta o alla Commissione) dal maestro Antonio Colasurdo, membro del Consiglio Accademico del Conservatorio di Musica, presumibilmente a febbraio 2026, sulla quale – probabilmente – si basa il parere favorevole della competente Commissione consiliare, assunto in data 3 marzo, si può osservare come in Molise vi siano molti maestri e ricercatori che, se interpellati, avrebbero potuto esprimere un parere, quantomeno di pari dignità rispetto a quello fornito dal citato Maestro.

Riguardo a quest’ultimo punto, in realtà, un parere pertinente e autorevole è stato espresso. Si tratta di quanto deciso dal Consiglio Accademico del Conservatorio di Musica, in merito alla Formulazione e approvazione della proposta di denominazione della struttura da sottoporre all’Amministrazione Comunale, in data 13 marzo 2026 (vedi verbale pubblico del Consiglio Accademico).

Ci si poteva legittimamente attendere che il parere (richiesto ma non seguito) in merito
all’Intitolazione dell’Auditorium co-realizzato con il Comune di Campobasso, inviato
all’Amministrazione comunale, avrebbe avuto un certo peso, se non per la competenza disciplinare della Scuola, almeno in ragione della co-realizzazione della struttura.

Tale espressione significa che il Comune di Campobasso ha concesso in “uso gratuito” l’auditorium per 26 anni (pari alla durata del mutuo contratto) al Conservatorio e che tale Istituto ha destinato una somma di 2.500.000 euro per il completamento funzionale della struttura.

Nella seduta del Consiglio Accademico del 13 marzo 2026 (come risulta dal Verbale pubblico) sono presenti il Direttore M° Ferdinando Muttillo, i Proff. Raffaele Bellafronte, Michelangelo Pepe, Fabio Palumbo, Aldo Ragone, Angela Palange, Emiliano Giannetti, Nicola Cordisco, Antonio Colasurdo e gli studenti Prospero Jacopo e Massimo Altieri.

Ai fini dell’intitolazione sono sottoposti alla valutazione del Consiglio accademico i nomi di Nuccio Fiorda e di don Nicola Vitone, per il quale non risulta (dal verbale) che tale organo sia stato informato della proposta già presentata da un suo componente alla Amministrazione comunale. Nel frattempo, la competente Commissione comunale, già il 3 marzo, si era espressa per don Vitone.

Alcuni componenti del Consiglio sottolineano che non è opportuno, dopo l’intitolazione del
Conservatorio a Lorenzo Perosi, individuare un altro sacerdote come titolare di una struttura pubblica, quindi, a schiacciante maggioranza, decidono di proporre all’Amministrazione comunale di Campobasso il nome di Nuccio Fiorda, inconsapevoli della diversa decisione già assunta dalla Commissione comunale.

Dieci degli undici componenti il Consiglio, in modo motivato, si dichiarano favorevoli al nome di Nuccio Fiorda, unico voto contrario quello del maestro Colasurdo, che propone il nominativo di don Angelo Vitone, musicista a cui ha dedicato di recente una monografia.

Riassumendo,
l’Amministrazione comunale ritiene non opportuno sondare il parere dei tanti soggetti (enti o persone) che operano nei vari settori performativi, al servizio dei quali sarà il nuovo
Auditorium e sceglie, a quanto risulta dagli atti, di non effettuare alcuna comparazione fra i
tanti musicisti a cui poteva essere opportunamente intitolato l’auditorium, alcuni di sicuro ed elevato prestigio, forse maggiore, rispetto al nome poi effettivamente scelto;
– la Commissione cultura, non è chiaro su quali presupposti, decide per l’intitolazione
dell’auditorium a don Vitone (il 3 marzo);
il Consiglio accademico del Conservatorio (il 13 marzo) individua il nome di Nuccio Fiorda;
la scelta è compiuta all’oscuro della diversa decisione già assunta dalla Commissione
comunale e della proposta presentata all’Amministrazione comunale da parte di un
componente dello stesso Consiglio Accademico;
la Giunta del Comune di Campobasso (il 27 marzo) non prende in considerazione il parere, dovuto, pertinente ed autorevole, espresso il 13 marzo dal Consiglio Accademico del Conservatorio di Musica; valuta sufficiente seguire il parere della Commissione e la proposta di una singola persona, benché di profilo tecnico musicale, condividendola in maniera incondizionata; sceglie di intitolare l’auditorium a don Nicola Vitone.

Questa la cronaca, a chi legge le valutazioni.

*Musicista e musicologo, Direttore della Sovrintendenza archivistica e bibliografica di Abruzzo e Molise

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