Il consigliere regionale del M5S Roberto Gravina chiede verifiche tecniche su Asrem e garanzie sull’effettività del servizio dei buoni digitali per i celiaci.
Ecco la nota: “”In Molise, chi soffre di celiachia si trova a fare i conti con un sistema di erogazione dei buoni digitali che, sulla carta, dovrebbe semplificare l’accesso ai prodotti senza glutine, ma che nei fatti riduce la rete degli esercizi effettivamente utilizzabili. Le segnalazioni arrivate al consigliere regionale M5S Roberto Gravina descrivono punti vendita della grande distribuzione organizzata formalmente convenzionati con A.S.Re.M. ma incapaci di accettare i buoni, e una copertura territoriale più fragile rispetto a quella garantita dal precedente sistema cartaceo, dismesso il 1° novembre 2025.
A rendere la questione più stringente è un dato preciso: gli stessi operatori della grande distribuzione organizzata che in Molise non riescono ad accettare i buoni digitali lo fanno regolarmente in altre regioni italiane dove il sistema è attivo. Un elemento che sposta il problema dal piano organizzativo a quello tecnico, e che indica con ogni probabilità un’incompatibilità tra la piattaforma adottata da A.S.Re.M. e i sistemi di cassa degli esercenti locali.
«Non è una questione burocratica», dichiara Gravina. «La celiachia rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza: lo Stato garantisce quella prestazione, e la Regione ha l’obbligo di renderla concretamente accessibile. Una transizione tecnologica che peggiora il servizio non è ammodernamento, è un passo indietro che va corretto subito».
Con l’interpellanza depositata al Presidente della Regione, Gravina chiede che A.S.Re.M. riferisca sugli esiti delle verifiche tecniche condotte sulla piattaforma, sulle cause delle disfunzioni riscontrate e sulle misure correttive già adottate o in corso, con indicazione delle tempistiche. Chiede inoltre un confronto numerico puntuale tra gli esercenti convenzionati nel vecchio sistema e quelli attualmente operativi in quello digitale, e un piano di intervento che garantisca la piena interoperabilità con la grande distribuzione organizzata.
Sullo sfondo resta il principio che l’interpellanza pone come vincolo non negoziabile: il passaggio al digitale non può determinare, neppure di fatto, una riduzione nell’accesso a una prestazione sanitaria essenziale. La rete degli esercizi convenzionati deve essere almeno equivalente a quella preesistente, e l’elenco ufficiale pubblicato da A.S.Re.M. deve corrispondere alla realtà dei servizi effettivamente fruibili sul territorio”.




