Versioni che non collimano del tutto. Alcuni non ricordo che generano qualche sospetto. Gli interrogatori di questi giorni sono passati sotto la lente dagli agenti della Mobile e dalla procuratrice di Larino. E’ certo che nelle prossime ore Gianni Di Vita verrà riconvocato in Questura per alcuni chiarimenti.
Vogliamo essere pienamente collaborativi, ripete dal momento in cui ha ricevuto l’incarico di assisterlo l’avvocato Vittorino Facciolla. L’ex sindaco di Pietracatella, tuttavia, sul quale tutta Italia si sta ponendo domande, finora si è sottratto a microfoni e telecamere, pur facendo sapere di essere sempre a disposizione per trovare la verità.
Le voci attorno a lui, ha aggiunto Facciolla, non trovano alcun riscontro nella realtà. In effetti Pietracatella ha sollevato una sorta di cortina attorno a quella che viene considerata da sempre una famiglia irreprensibile. Difficile scalfire il muro eretto a protezione di Gianni e Alice, considerate parte lesa di questa vicenda.
Le indagini proseguono a largo spettro e gli investigatori non escludono alcuna pista: quella passionale, quella di un torto subito, quella familiare. Ma al momento il fascicolo per duplice omicidio aggravato dalla premeditazione resta aperto contro ignoti.
Da Pavia, in queste ore, è partita la relazione sui campioni di sangue di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita che, stando a quanto trapelato fino ad oggi, hanno evidenziato tracce di ricina. Le conclusioni che Carlo Locatelli, direttore del centro Maugeri, ha messo nero su bianco, potrebbero imprimere una accelerazione alle indagini. Intanto gli interrogatori vanno avanti. Secondo fonti investigative, novità potrebbero emergere anche in tempi brevi.



