
A Termoli, durante gli altari di San Giuseppe è stato possibile anche adorare la reliquia di Padre Pio da Pietrelcina, presente in uno degli altari nel borgo antico della città, nella casa di Vittoria D’Angelo. Abbiamo parlato con il figlio Achille Salerno Vice Presidente dei Cavalieri di San Pio, che ci ha raccontato come è nata l’idea di portare la reliquia a Termoli e da dove nasce la devozione della loro famiglia.
“L’idea è nata grazie a mia mamma, che da sempre ha la tradizione e devozione a San Giuseppe e in considerazione del fatto che c’è sempre tantissima gente che visita gli altari. Ho deciso insieme al Presidente dei Cavalieri di San Pio, Valerio Prosperi, di esporre la reliquia di Padre Pio, che è un pezzettino della benda del costato che è ancora macchiata dal sangue di Padre Pio. Abbiamo deciso di esporla per farla vedere al pubblico , di conseguenza, penso che sia stata una buona idea. Non l’abbiamo molto pubblicizzata, perché riguarda la devozione, – ha continuato Achille- in questo caso il passaparola è quello che più fa effetto.”
Abbiamo chiesto ad Achille, essendo lui Cavaliere dell’Ordine di San Pio, qual è la missione dell’Ordine?
“Sono all’interno dei Cavalieri di San Pio da oltre 10 anni, la missione dei Cavalieri di San Pio è semplicemente quella di fare beneficenza, aiutare i poveri, coloro che hanno bisogno e noi siamo molto legati a Padre Guglielmo di Pescara, che è il discepolo diretto di Padre Pio, è colui che stava sempre con Padre Pio, colui che gli è stato accanto fino alla fine e lo ha visto fino alla fine. Stare un’ora con padre Guglielmo – ha raccontato Achille- è una sensazione che è molto difficile da descrivere, da spiegare, bisogna esserci. Quando racconto questo alle persone , le persone non hanno una cognizione concreta di ciò che può significare, ma ogni volta che porto qualcuno di nuovo, mi dà ragione. Voglio raccontare una cosa accaduta ultimamente, che è avvenuta in uno degli incontri con Padre Guglielmo. Ho scattato una foto alla reliquia e dopodiché, Padre Guglielmo quel giorno mi dice: “Caro Achille, salutami tanto tua figlia e dille di prepararsi.”
Io non avevo mai raccontato a Padre Guglielmo quanti figli ho, cosa fanno, quanti sono e invece questa cosa mi ha lasciato sorpreso. Chiaramente avevo anche altri testimoni presenti quel giorno. Sono uscito dal convento e ho chiamato subito mia figlia Arianna. Ho pensato immediatamente ad un segno – ha raccontato emozionato- e ho detto a mia figlia, la prossima riunione che avremo con padre Guglielmo, diventerai Dama di San Pio e così è stato! Lo scorso 15 marzo ho portato mia figlia alla cerimonia ed è diventata Dama di San Pio. Padre Guglielmo che solitamente non investe nessuno della nuova carica, questa volta ha voluto investire personalmente Arianna della nuova carica. Siamo rimasti tutti colpiti che non ci spieghiamo questa cosa. Ma fatto sta: che lo stesso giorno dell’investitura di mia figlia all’Ordine ho nuovamente scattato la stessa foto alla reliquia e mettendo a confronto le due foto mi sono accorto che dalla prima alla seconda fotografia era apparsa l’immagine di Padre Pio dentro la reliquia – ha raccontato sorpreso-. Dopodiché nella foto ultima che ho fatto, invece, era una foto dove non appariva nulla. Non so come spiegarmi questa cosa ma ogni volta che ci penso mi viene la pelle d’oca. Da tener presente che i Cavalieri di San Pio li ho fatti gemellare con un altro cavalierato, dove sono attualmente Maestro Generale che sono i Cavalieri di San Michele e Padre Pio, sono tutti e due cavalierati di beneficenza. Il cavalierato di san Pio è il più umile ed è quello al quale sono più legato.” Ha concluso Achille.








