Avvocati e famiglia di Joshua Di Carlo, il ragazzo di 23 anni morto in carcere ad Ascoli Piceno un mese fa, aspettano i risultati di alcuni esami: da un laboratorio e da un anatomopatologo in seguito all’autopsia. Hanno i propri consulenti e vogliono capire cosa c’è dietro la morte del giovane di Campodipietra, che sarebbe dovuto uscire dal carcere a breve e invece è stato trovato senza vita nella sua cella. Non credono all’ipotesi del suicidio, all’ingerimento di farmaci. Gli avvocati della famiglia, Silvio Tolesino e Valentina Puca, hanno depositato materiale in Procura. Una corposa documentazione alla quale stanno a aggiungendo altro che ritengono significativo ai fini delle indagini. “Joshua – sostengono subiva pressioni, prevaricazioni, intimidazioni in carcere. Una situazione che non tollerava più e che era stata anche fatta presente a chi di dovere”. Quei segni che aveva in volto quando è stato trovato morto, poi, a cosa erano dovuti? Interrogativi che alimentano il dubbio e fanno tingere di giallo il caso. La salma resta ancora sotto sequestro, niente funerale.
Intanto la madre del ragazzo, Vania Fiore, sulla sua pagina facebook, a un mese dalla scomparsa del figlio ha espresso tutto il suo dolore, disposta a tutto per avere la verità. “Con il cuore Spaccato spero ancora di poterti abbracciare, di vederti sorridere. La vita con noi è stata davvero crudele – ha continuato – È passato un mese e non possiamo ancora riportarti a casa. Cuore di mamma, faccio il conto alla rovescia, come lo stavi facendo tu, per uscire da quel maledetto posto. Angelo mio, dacci la forza per andare avanti” ha concluso.



