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venerdì, Marzo 27, 2026

Matthias Martelli porta in scena al Loto: “Mistero Buffo” di Fo e Rame

EventiMatthias Martelli porta in scena al Loto: "Mistero Buffo" di Fo e Rame


Matthias Martelli porta in scena al teatro del Loto di Ferrazzano, l’opera: “Mistero Buffo” di Dario Fo e Franca Rame diretta da Eugenio Allegri. Produzione Teatro Stabile di Torino

Mistero Buffo è considerato il capolavoro di Dario Fo.
Matthias Martelli, con il patrocinio della “Fondazione Fo Rame”, fa rivivere quest’opera
straordinaria grazie alla regia dell’indimenticato Eugenio Allegri.
Come lo era Dario, Matthias è solo in scena, senza trucchi, con l’intento di coinvolgere il
pubblico nell’azione drammatica, passando in un lampo dal lazzo comico alla poesia, fino alla tragedia
umana e sociale. Un linguaggio e un’interpretazione nuovi e originali, nel segno della tradizione di
un genere usato dai giullari medievali per capovolgere l’ideologia trionfante del tempo dimostrandone
l’infondatezza.
Oltre 200 repliche all’attivo in Italia e nel mondo, da Roma a Londra, da Milano a
Bruxelles, passando per Zurigo, Nizza, Monaco di Baviera e Los Angeles.
Racconta Matthias Martelli: «Ho visto Mistero buffo per la prima volta a dieci anni in
videocassetta e sono rimasto stupito da questo attore per tre motivi sostanzialmente: innanzitutto è
da solo in scena, non ha niente e però si trasforma in tanti personaggi diversi e porta in mondi diversi,
quindi fa esplodere l’immaginazione; poi, fa tutto questo provocando la risata, lo sghignazzo, tramite
il quale lo spettatore viene proprio portato dentro lo spettacolo, viene coinvolto; infine, trasmette
contenuti satirici».
La risata come strumento di visione critica della realtà è forse la caratteristica principale della
produzione di Dario Fo e Franca Rame e sicuramente nel loro caso più che in altri il verbo “recitare”
è davvero sinonimo di giocare, come del resto accade in diverse lingue straniere, in cui la medesima
parola ha entrambi i significati.
In fondo, questo aspetto dissacratorio è ciò che emerge persino nella motivazione con cui il 9
ottobre 1997 fu assegnato a Fo il Premio Nobel per la Letteratura: «Perché, seguendo la tradizione
dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi».

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