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venerdì, Marzo 13, 2026

Cisl: “Il Molise non chiede privilegi: chiede di non essere sacrificato”

AttualitàCisl: "Il Molise non chiede privilegi: chiede di non essere sacrificato"

Riceviamo e pubblichiamo la nota diffusa da Antonio D’Alessandro Coordinatore AST CISL Molise–Abruzzo sul tema delle transizioni in corso e dei rischi che i territori più fragili stanno correndo in questa fase storica.

“Le condizioni esterne che attraversano il nostro Paese stanno ridisegnando in profondità il presente e il futuro dei territori. Le guerre riscrivono le priorità degli Stati, le tensioni geopolitiche spostano risorse e modificano equilibri, le crisi energetiche mettono in difficoltà famiglie e imprese, mentre la competizione tecnologica globale impone ritmi che rischiano di travolgere chi non dispone di infrastrutture adeguate. Questi fenomeni non sono lontani: sono la cornice dentro cui si muovono le politiche nazionali. E quando la cornice è instabile, i territori fragili diventano fragilissimi.

Il Molise non è un dettaglio geografico: è un territorio esposto. E ciò che accade fuori diventa immediatamente ciò che viviamo dentro. Le grandi transizioni — ecologica, digitale, industriale — non sono un destino naturale. Sono scelte politiche. E come tutte le scelte, possono generare opportunità o produrre ingiustizie.

– La transizione ecologica può creare lavoro pulito o lasciare macerie sociali.

– La transizione digitale può avvicinare i servizi o tagliare fuori interi comuni.

– La transizione industriale può rilanciare il Paese o condannare le aree interne all’irrilevanza.

Il punto è uno: le transizioni vanno governate, non subite. Vanno corrette, adattate, modellate. Perché se lasciate a sé stesse, diventano un moltiplicatore di disuguaglianze. E noi, come CISL Molise, non possiamo accettare che il cambiamento diventi un nuovo nome per l’ingiustizia.

Il nostro compito è guardare il mondo con gli occhi di chi vive nei territori. Perché ogni ritardo pesa il doppio. Ogni scelta sbagliata lascia cicatrici più profonde. Ogni transizione mal gestita rischia di diventare una condanna. La CISL Molise non è un osservatore: è un presidio. Un argine sociale. Una voce che non si spegne quando il vento cambia direzione. Difendiamo il lavoro, i servizi, la dignità delle persone. Denunciamo le storture. Proponiamo soluzioni. E soprattutto, impediamo che le trasformazioni globali diventino nuove forme di marginalità locale. C’è un punto che non possiamo più dire sottovoce: se le transizioni non vengono governate, saranno i più deboli a pagarne il prezzo. E noi questo non lo permetteremo. Dietro ogni fabbrica che chiude c’è una famiglia. Dietro ogni servizio che scompare c’è una comunità che si indebolisce. Dietro ogni ritardo c’è un pezzo di futuro che si sgretola.

La CISL Molise non starà a guardare mentre altri decidono chi deve avanzare e chi deve restare indietro. Saremo presenti, vigili, determinati. Perché il Molise non è un margine: è una parte viva del Paese. E merita politiche che lo proteggano e lo rilancino, non che lo lascino sopravvivere. Arriva un momento in cui un territorio deve alzare la testa e dire: noi ci siamo. Non per chiedere compassione, ma per rivendicare dignità. Non per lamentarsi, ma per pretendere giustizia. Non per restare fermi, ma per essere messi nelle condizioni di camminare, correre, costruire. Il Molise non chiede privilegi: chiede di non essere sacrificato. Chiede che le transizioni non diventino fratture. Chiede che il mondo che cambia non diventi un mondo che esclude.
E noi, come CISL Molise, saremo lì: a proteggere, a rilanciare, a resistere, a proporre. Perché un territorio vive finché qualcuno lo difende. E il Molise, finché avrà una voce che parla per lui, non sarà mai un territorio perduto”.

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