
L’assessore Marone – come dire? – ha preso al volo in treno della replica e non si è fatta attendere la sua risposta alle opposizioni (M5S e PD) che ne avevano chiesto le dismissioni. Motivo dell’istanza, quello che le minoranze considerano una sorta di disastro ferroviario dovuto all’isolamento del capoluogo di regione, tagliato fuori dai collegamenti con Roma e Napoli. Un problema vecchio – dice Marone, che rifila una stoccata ai 5 stelle: “Dov’erano le opposizioni quando avevano quattro parlamentari?”
Messo il punto sulla I, Marone spiega il lavoro fatto e quello in corso e fornisce una notizia che pone un limite temporale alla vicenda. A inizio 2028 verranno terminati i lavori di elettrificazione sull’intera tratta e riprenderanno i collegamenti dalla stazione di Campobasso.
Da ultimo, ma non certamente meno importante, Marone scopre un’altra carta, un collegamento tra il tracciato ordinario e quello dell’alta velocità. Una bretella che lui chiama “baffo”.
Insomma, si rassegnino dalle parti del M5S e del PD, scomodando l’adagio popolare, potremmo dire che all’assessore Marone la richiesta di dimissioni ha fatto un baffo.



