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lunedì, Marzo 2, 2026

Sanità: nessuno può far finta di cadere dal pero

EditorialiSanità: nessuno può far finta di cadere dal pero

di Nicola Felice*

Sulla proposta del P.O. 2026-2028 non c’è spazio per sorprese né per improvvisate indignazioni dell’ultima ora: era scritto, era previsto, ed è stato attuato. Basta leggere il comma della Legge n. 199 – Finanziaria 2026 – del 30 dicembre 2025, che modifica il comma 871 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2024, n. 207.
Il testo è chiaro: la struttura commissariale, nominata con delibera del Consiglio dei ministri del 3 agosto 2023, deve adottare entro il 28 febbraio 2026 il Programma operativo 2026-2028 di prosecuzione del Piano di rientro sanitario della Regione Molise, anche avvalendosi di AGENAS. Entro il 31 marzo 2026, i Tavoli tecnici e i Ministeri affiancanti lo valutano, potendo formulare prescrizioni vincolanti da recepire entro trenta giorni.

Solo dopo l’adozione del Programma, la valutazione positiva e il recepimento delle eventuali prescrizioni, le risorse previste vengono assegnate ed erogate nella misura del 50% entro sessanta giorni dall’approvazione definitiva. In caso di mancata adozione nei termini, di valutazione negativa o di mancata attuazione delle disposizioni previste, le risorse non vengono riconosciute. Inoltre, entro il 28 febbraio 2026 la Regione Molise deve adottare un piano per coprire entro il 31 dicembre 2027 il disavanzo sanitario residuo.
Dunque, oltre allo stanziamento di 90 milioni di euro per far fronte – solo parzialmente – al debito maturato fino al 2023, emerge un elemento decisivo: i Tavoli tecnici e i Ministeri affiancanti possono ora emettere prescrizioni vincolanti. Non semplici indicazioni, come in passato, che spesso non venivano recepite dai Commissari succedutisi nel tempo, ma obblighi precisi, con conseguenze dirette sull’erogazione delle risorse.
È quindi evidente che l’attuale struttura commissariale, nella proposta di P.O. 2026-2028, abbia previsto nella rete ospedaliera – tra le altre misure – la chiusura di un’Emodinamica e di un Punto nascita, richieste che in passato i Tavoli tecnici e i Ministeri avevano ripetutamente avanzato.

Ora nessuno può fingere stupore. Nessuno può giocare al “gioco delle tre carte”: le norme sono pubbliche, i passaggi sono tracciati, le responsabilità sono chiare. Chi oggi alza le mani al cielo sapeva, o doveva sapere.
Il rischio, tuttavia, è quello di innescare una pericolosa “guerra tra poveri”, mettendo territori contro territori. Per evitarlo, occorre una scelta politica forte e condivisa: ottenere il cosiddetto Decreto Molise, da tempo proposto da questo Comitato. Un provvedimento che introduca le necessarie deroghe al cosiddetto Decreto Balduzzi, in particolare per specialità cruciali e tempo-dipendenti come l’emodinamica e il punto nascita, che in un territorio come il nostro non rappresentano un lusso, ma un presidio vitale.
La sanità assorbe circa l’80% dell’intero bilancio regionale. È una questione centrale, strategica, identitaria. È in gioco l’autonomia stessa della Regione Molise.
È tempo che l’intera classe politica e dirigente si assuma fino in fondo le proprie responsabilità. Senza appartenenze di parte, senza bandiere, senza colori. Il diritto alla salute dei cittadini viene prima di tutto!
È tempo di chiarezza. È tempo di scelte coraggiose. È tempo di fatti.

*Presidente Comitato San Timoteo

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