Un altro duro colpo per i lavoratori italiani di Stellantis. Dopo un anno segnato da cassa integrazione e contratti di solidarietà, ora arriva anche lo stop al premio di risultato. Il bilancio 2025 si è chiuso con una perdita da 22 miliardi di euro, appesantita da 25 miliardi di oneri finanziari legati alla retromarcia sull’elettrico: niente dividendi per gli azionisti – che dal 2021 hanno comunque incassato oltre 54 miliardi – e nessun bonus per i dipendenti italiani.
La beffa è doppia: il premio verrà invece erogato negli stabilimenti di Sud America, Nord Africa e Medio Oriente, dove investimenti e volumi produttivi non sono mancati. In Italia, al contrario, la produzione è crollata a 213.706 auto e 166mila veicoli commerciali. Il mancato raggiungimento degli obiettivi cancella così una componente importante del salario annuale, aggravando una situazione salariale già fragile.
I sindacati parlano di scelte industriali sbagliate e puntano il dito contro Exor, azionista di riferimento, accusata di disimpegno dal Paese. Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr hanno espresso “grande amarezza” e “profonda preoccupazione per il futuro”, chiedendo più modelli ibridi negli stabilimenti italiani e un cambio di rotta nelle strategie industriali. Scioperi sono scattati a Pomigliano e Mirafiori. A Termoli la FIOM ha proclamato due ore di stop a fine turno. Dura la presa di posizione “La comunicazione di Stellantis – scrive il sindacato – è l’ennesimo schiaffo a un territorio che ha già dato troppo”.



