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sabato, Febbraio 21, 2026

“Vita e peccati di Maria Sentimento”: la recensione di Marilena Ferrante

Evidenza“Vita e peccati di Maria Sentimento”: la recensione di Marilena Ferrante

Il libro “Vita e peccati di Maria Sentimento” di Catena Fiorello Galiano, edito da Rizzoli, offre un affresco della Sicilia di fine anni ‘ 50 , tra tentativi di emancipazione e sviluppo e resistenza con la cristallizzazione delle tradizioni e degli stereotipi di una società ancorata alla mentalità provinciale e contadina dell’epoca.
Al centro della scena la vita tormentata di Maria Sentimento, vedova , madre di quattro figli e chiacchierata per la disinvoltura con cui occupa la scena di questo piccolo paese, Leto, nei pressi della straordinaria Taormina.
E non è un caso che Maria sia presa di mira dalle chiacchiere del paese , perché è molto bella e molto corteggiata. Ma nel suo animo più profonda, coriacea alle disavventure della vita , cova una sensibilità unica ed un legame viscerale con i suoi figli e la sua famiglia.
I destini di Maria incontreranno la sfavillante vita dei personaggi famosi che frequentano Taormina, perché ella sarà a servizio di persone influenti , aristocratici e figure di successo del panorama cinematografico, diventando per loro un punto di riferimento.
A corollario della sua storia personale , appaiono molti altri personaggi che riescono a rendere ancor più credibile e realistica la narrazione , dal ferroviere anziano in pensione , che la accompagna nella sua emancipazione culturale , a sua madre Filippa, ai suoi amanti e ad un segreto che la dilaniava , frutto di una relazione clandestina.

Non mancano elementi della vita personale e rivelazioni che appariranno insopportabili per la mentalità dell’epoca, fino ai dolori più grandi che una madre possa sopportare.

L’autrice è riuscita a rendere partecipi di una condizione collettiva le esperienze personali della protagonista e ritrovare, tra le pieghe di una storia individuale, tutta la imprevidibilità della condizione umana.

Anche se la narrazione , a volte , sembra correre sulla poca dinamicità e scontatezza, ,dovuta anche alla prolissità del romanzo e alla ostentata descrizione di tanti eventi che si accavallano, ha il pregio di offrire una disamina dell’animo umano , fragile e forte , come è Maria Sentimento , come anche la descrizione di una Sicilia inedita che rivendica la sua lussureggiante e ammaliante storia culturale.

Il giorno dell’apertura della pensione Sentimento, Maria si tolse il lutto e questo diede adito alle solite bocche d’inferno di offrire il peggio che potevano, rimettendo in circolo altri commenti velenosi. Mai si era vista una madre abbandonare il nero per vestirsi come una “ fimmina senza pinzeri”

Maria Sentimento diventa così il simbolo della donna coriacea , della madre che lotta, che ama, che affronta il suo destino come un uccello in volo che non si ferma di volare anche quando il cielo scuro impedisce ne impedisce la vista e che riesce a dare una svolta alla sua vita e a quella dei suoi figli.

L’autrice
Catena Fiorello all’anagrafe Catena di Ferro Fiorello, è una scrittrice, conduttrice e autrice televisiva italiana. Nata a Catania il 10 agosto 1966, è sorella del noto showman Rosario Fiorello e dell’attore Giuseppe Fiorello. La sua carriera è caratterizzata da una notevole versatilità, che le ha permesso di spaziare tra letteratura, televisione e cinema, guadagnando un posto di rilievo nel panorama culturale italiano.


Marilena Ferrante
Nasce a Isernia, dove vive tuttora. Docente di Lettere presso la Scuola secondaria di primo grado “San Giovanni Bosco”, giornalista pubblicista e scrittrice.
Ha pubblicato quattro raccolte poetiche: “Quel che avrei potuto dirti” (2015), “Un passo dal cuore” (2016), entrambe per Volturnia Edizioni, “Gli occhi del silenzio“ (Bertoni Editore, 2021) e “Nuda memoria” (SetArt Edizioni, 2024). Ha scritto anche il romanzo “La neve di marzo” per L’Erudita di Giulio Perrone (2021).
Molti suoi scritti sono presenti in antologie letterarie quali “Vite che tremano” (Volturnia edizioni , 2016), “Cartoline dalla terra che forse esiste” (L’Erudita, 2018) e altre ancora.

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