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mercoledì, Febbraio 18, 2026

Trivento: aveva un fucile clandestino in casa, arrestato 55 enne

AttualitàTrivento: aveva un fucile clandestino in casa, arrestato 55 enne

Un intervento rapido e mirato, che conferma l’attenzione costante dell’Arma sul territorio e la capillare attività di prevenzione svolta quotidianamente a tutela della collettività. È questo il quadro dell’operazione condotta dai Carabinieri della Stazione di Trivento, dipendente dalla Compagnia Carabinieri di Bojano, che ha portato all’arresto in flagranza di reato di un 55enne residente nel centro molisano, ritenuto responsabile di detenzione di un’arma clandestina completa di munizionamento.
L’attività investigativa, avviata a seguito della segnalazione di reiterati messaggi minatori inviati tramite applicazione di messaggistica istantanea ad un uomo residente in altra regione, si è sviluppata in tempi rapidi grazie al coordinamento tra i militari operanti e l’Autorità giudiziaria.
Determinante si è rivelata la perquisizione domiciliare eseguita dai Carabinieri, nel corso della quale è stato rinvenuto un fucile calibro 12 del tipo “giustapposto”, con canne mozzate, privo di matricola, completo di quattro cartucce. L’arma, risultata clandestina, è stata immediatamente sequestrata insieme al munizionamento e messa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per successivi approfondimenti.
Il rinvenimento di un’arma clandestina e modificata, potenzialmente idonea ad arrecare gravissime conseguenze, conferma l’importanza dell’attività preventiva e repressiva svolta quotidianamente dall’Arma dei Carabinieri, soprattutto nei contesti locali, dove la conoscenza diretta del territorio e delle dinamiche sociali consente interventi tempestivi ed efficaci. La presenza costante delle pattuglie e il dialogo continuo con i cittadini rappresentano infatti strumenti fondamentali per intercettare situazioni di rischio prima che possano degenerare.
Ultimate le formalità di rito, l’uomo è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Campobasso.
L’arresto è stato successivamente convalidato dal Tribunale di Campobasso che, su richiesta della Procura della Repubblica di Campobasso, ha disposto nei confronti dell’indagato la misura cautelare della custodia in carcere.
L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo del territorio messo in campo dall’Arma, volto non solo alla repressione dei reati ma soprattutto alla prevenzione di condotte che possano mettere in pericolo la sicurezza pubblica.
Il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità dell’indagato sarà definitivamente accertata solo all’esito del giudizio con sentenza irrevocabile, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.

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