Le risorse del PNRR dedicate alla digitalizzazione sanitaria procedono con gravi ritardi. Su 3,1 miliardi disponibili per l’ammodernamento ospedaliero è stato speso solo il 39%; sulla telemedicina per cronici appena l’11%, con quasi tutte le regioni a zero pagamenti; sul rafforzamento dell’infrastruttura dati il 31%. A livello nazionale, solo il 27% dei cittadini accede al Fascicolo Sanitario Elettronico, mentre Veneto (66%) ed Emilia-Romagna (64%) superano abbondantemente la media. È quanto emerge dallo studio del Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali, Mezzogiorno e Immigrazione della UIL, in collaborazione con la UILFPL, che ha analizzato i dati di Open PNRR aggiornati al terzo trimestre del 2025.La Corte dei Conti ha già richiamato le regioni ad accelerare entro le scadenze fissate per il 2026.
Il Molise è tra i più indietro. Sulla digitalizzazione ospedaliera si ferma al 18%, peggiore dato nazionale, contro il 39% medio e il 61% di Emilia-Romagna e Toscana. “Siamo a meno di un terzo di quanto hanno realizzato le regioni più avanzate — dichiara Emilio Corbo, segretario della UILFPL Molise — e questo ritardo non è accettabile, perché dietro ogni percentuale ci sono servizi negati a cittadini che ne hanno urgente bisogno”. L’utilizzo del FSE è al 4%, meno di un settimo della media italiana e un ventesimo del Veneto: appena 6.922 molisani hanno effettuato un accesso recente su 187.843 per cui esiste almeno un documento. Sulla telemedicina per cronici la spesa è zero; sulla misura “Casa come primo luogo di cura” si è al 25%, sotto la media del 33%.
Questi ritardi cadono in una sanità già in crisi profonda: commissariamento da oltre 15 anni, reparti depotenziati, continuità assistenziale ridotta da 43 a 13 postazioni, il 10,9% dei molisani che rinuncia alle cure, pronto soccorso intasati da codici bianchi. Entro il 2030 andranno in pensione 148 medici e 385 infermieri dell’ASREM, i concorsi vanno deserti, ospedali come Agnone, Isernia e Termoli vedono a rischio servizi essenziali. “In questo contesto — sottolinea Corbo — la digitalizzazione non è un optional ma una necessità strategica: la telemedicina potrebbe raggiungere i pazienti cronici nelle aree interne difficilmente accessibili, il FSE consentirebbe la condivisione in tempo reale delle informazioni cliniche e gli strumenti digitali alleggerirebbero il carico burocratico su un personale già esausto”.
“Chiediamo alla Struttura commissariale, all’ASREM e a tutti i soggetti istituzionali interessati di accelerare con urgenza la spesa delle risorse già assegnate, di predisporre un piano operativo credibile entro le scadenze PNRR del 30 giugno 2026 e di garantire formazione strutturata al personale sanitario in orario di lavoro — conclude Corbo — Ogni euro non speso è un servizio negato. Il Molise ha già pagato un prezzo altissimo per anni di ritardi e scelte sbagliate in sanità: non possiamo permetterci di sprecare anche questa occasione”.



