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mercoledì, Febbraio 11, 2026

No al dissenso, sì al consenso: le Donne Dem in piazza e nelle istituzioni

AttualitàNo al dissenso, sì al consenso: le Donne Dem in piazza e nelle istituzioni

La Conferenza delle Donne Democratiche del Molise aderisce e parteciperà alla mobilitazione collettiva in programma sabato 15 febbraio 2026, alle ore 11.00, in Piazza Vittorio Emanuele a Campobasso, per ribadire con forza un principio non negoziabile: senza consenso libero e attuale è stupro.

La scelta di sostituire il consenso con il dissenso nella proposta di modifica delle norme sulla violenza sessuale rappresenta un grave arretramento civile e giuridico, che rischia di riaprire la strada alla colpevolizzazione delle vittime e di indebolire la tutela dell’autodeterminazione delle donne.

«Il consenso – dichiara Manuela Vigilante, portavoce regionale della Conferenza delle Donne Democratiche del Molise – è il fondamento di una cultura giuridica che riconosce la libertà delle persone e attribuisce la responsabilità della violenza a chi la compie. Metterlo in discussione significa tradire gli impegni assunti dal nostro Paese, a partire dalla Convenzione di Istanbul».

Oltre alla mobilitazione in piazza, la delegata nazionale delle donne dem Micaela Fanelli insieme al Gruppo consiliare del Partito Democratico in Consiglio regionale ha presentato una mozione con cui impegna il Consiglio Regionale a farsi parte attiva presso i parlamentari molisani in particolare l’On.le Elisabetta Lancellotta affinché venga ripristinata l’impostazione originaria della legge, fondata sul principio del consenso libero, attuale e revocabile, già approvata all’unanimità alla Camera. Per Fanelli: “Un’altra occasione persa per questa maggioranza di centrodestra che ignora completamente le donne. Nessuna scelta a loro indirizzata, nessun aiuto, ma neanche nessun segnale simbolico come poteva essere oggi discutere e approvare la mozione. Sarebbe anche bastata una dichiarazione dell’unica consigliera donna, la Passarelli. Ma nulla. Sono troppo intenti a discutere di posti in giunta e espressione di potere patriarcale per poter avvertire il tema della violenza sulle donne come importante”.

«La battaglia per il consenso – conclude Vigilante – si combatte nella società e nelle istituzioni. Saremo in piazza e continueremo a esserci nei luoghi decisionali, perché i diritti delle donne non si mettono ai voti».

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