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venerdì, Febbraio 6, 2026

Stellantis rivede strategia tra elettrico e termico, tonfo in Borsa

AperturaStellantis rivede strategia tra elettrico e termico, tonfo in Borsa
Un tonfo vicino al 12% in Borsa, dividendo sospeso e perdite potenziali fino a 21 miliardi di euro. Stellantis paga caro il cambio di strategia sull’elettrico e presenta il conto di una svolta industriale che prevede oneri complessivi per oltre 22 miliardi, con 6,5 miliardi di uscite di cassa nei prossimi quattro anni. Una cura drastica che ha spiazzato i mercati, ma che il gruppo definisce necessaria per riallinearsi alla domanda reale e al nuovo quadro normativo.
Il nuovo piano industriale, che sarà presentato a maggio, punta su una gamma sempre più orientata a veicoli elettrici, ibridi e con motori termici di nuova generazione, ma anche su scelte dolorose: cancellazione dei modelli incapaci di garantire volumi e redditività, profonda riorganizzazione dei processi produttivi e della qualità, e ricorso a nuovi strumenti finanziari per rafforzare la struttura patrimoniale.
È in questo contesto che emerge il colpo di scena tecnico che riaccende il duello interno tra Italia e Francia. Secondo indiscrezioni sempre più insistenti, Stellantis starebbe rivedendo la propria strategia sui motori a benzina, riportando al centro i propulsori FireFly di origine italiana e ridimensionando il ruolo dei motori francesi PureTech.
Il tre cilindri francese, per anni pilastro tecnico dei marchi d’Oltralpe, paga una reputazione compromessa dai noti problemi alla distribuzione. Anche se aggiornato, lo stigma resta. Dall’altra parte il FireFly, nato in casa Fiat e a lungo considerato un motore “di passaggio”, viene ora investito per l’adeguamento alle future normative ambientali, con una produzione destinata a proseguire oltre il 2030 e che pare assicurare continuità allo stabilimento di Termoli.
Non una sostituzione secca, ma una convivenza pragmatica, differenziata per mercati e livelli di elettrificazione. In gioco non c’è solo la tecnica, ma l’equilibrio di potere dentro Stellantis. Per una volta, più dell’ideologia, a guidare le scelte sembra essere la realtà dei fatti e la necessità di un piano industriale sostenibile, in grado di garantire crescita e redditività nei prossimi anni.

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