Non mostreremo il biglietto di addio lasciato da Andrea Costantini, pubblicato dal Messaggero d’Abruzzo e rilanciato da qualche on line, per rispettare la richiesta della difesa della compagna che ne ha chiesto la rimozione a tutela del figlio minore.
Poche righe, scritte a stampatello, nelle quali spiega il motivo del suo gesto estremo. Mi uccido perchè sono diventato la persona che non volevo essere, ha scritto l’uomo trovato senza vita nella cella frigorifera di un supermarket di Termoli.
Attorno a questa vicenda, ha tenuto a precisare Paola Cecchi, sono state fatte ricostruzioni finora fantasiose per questo, ha spiegato la legale di Angela Dilena, è stata depositata in Procurala richiesta di accertamenti ambientali e forensi sul terreno di proprietà di Costantini.
Un terreno che, stando ad una prima ricostruzione dei fatti, avrebbe provocato un forte stato d’ansia e di preoccupazione nel 38enne, fino a spingerlo a togliersi la vita.
Uno scenario che invece non ha mai convinto i genitori del commesso. Gli elementi in possesso della famiglia hanno invece indotto Piero Lorusso, il legale che ne ha assunto la difesa, a produrre la richiesta di riesumare il corpo e di eseguire l’autopsia. Passo compiuto dalla procura di Larino che ha riaperto il caso in un primo momento archiviato come suicidio, autorizzato la riesumazione e l’autopsia. Ora le ipotesi si sono allargate alla istigazione e all’omicidio.
Tutto, al momento, resta nelle mani di Cristian D’Ovidio, il medico legale che a Pescara ha eseguito l’autopsia e che entro la fine di aprile dovrà depositare le sue conclusioni.



