L’attuale norma sull’ultima trasformazione sostanziale del Codice Doganale dell’Unione va cancellata o quantomeno modificata in maniera sostanziale. Ad affermarlo è Coldiretti Molise che da alcuni giorni ha intensificato il proprio impegno sindacale per arrivare all’abolizione di una normativa europea che pesa sull’economia delle imprese agricole italiane in termini di redditi e opportunità di export oltre a rappresentare un inganno per tutti i cittadini-consumatori ed un furto di identità a danno dei nostri agricoltori. E’ questa la nuova sfida lanciata dall’Organizzazione che ritiene inaccettabile consentire a qualsiasi prodotto agricolo e/o zootecnico di fregiarsi del marchio ‘Made in Italy’ solo se l’ultima trasformazione o lavorazione sostanziale avvenga nel nostro Paese.
Per vincere questa nuova importantissima battaglia Coldiretti ha chiesto anche il sostegno di Comuni e Regioni. “A tal proposito – annuncia il presidente regionale Claudio Papa – come Coldiretti Molise abbiamo inviato una missiva a tutti i Sindaci ed al Presidente della Regione, Francesco Roberti, chiedendo loro di promuovere l’approvazione di una apposita Delibera, da parte dei Consigli comunali e del Consiglio regionale, volta a sostenere l’abolizione, o la profonda modifica, del Codice Doganale dell’Unione e prevedere l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di ogni prodotto”.
“Un invito – afferma il direttore regionale Aniello Ascolese – accolto favorevolmente già da vari Comuni, come quello di Montecilfone, il cui Consiglio comunale, dietro impulso del sindaco, Giorgio Manes, ha già provveduto ad approvare la Delibera suggerita dall’Organizzazione”.
Sono tantissimi i prodotti falsi Made in Italy che ogni giorno i cittadini comprano credendo di acquistare un vero prodotto italiano: si va dai petti di pollo, magari provenienti dal Sudamerica, che vengono semplicemente panati oppure trasformati in crocchette ed esportati come Made in Italy, alle cosce di maiale olandesi o danesi che vengono salate e stagionate per essere esportate come prosciutti tricolori; non fa eccezione l’ortofrutta trasformata, come i sottolio (es. carciofini egiziani) o succhi di frutta, per i quali vale la medesima regola dell’ultima trasformazione sostanziale e possono, dunque, essere venduti sui mercati europei come prodotto italiano.
Ma l’inganno del Codice Doganale vale anche per altri prodotti per i quali in Italia c’è l’obbligo dell’etichetta d’origine ma non in Europa; è questo il caso della mozzarella che può essere fatta con latte tedesco o polacco, o addirittura con cagliata ucraina, e poi venduta sui mercati comunitari come Made in Italy, così come sughi preparati a partire dal triplo concentrato di pomodoro cinese, o la pasta fatta col grano canadese al glifosato.
“Un malcostume – conclude il presidente Papa – consentito dall’Unione Europea che si aggiunge a quello dei falsi prodotti italiani, che all’estero hanno raggiunto la cifra record di 120 miliardi di euro, colpendo, seppur in misura diversa, tutte le specialità tricolori, a partire da quelle a Denominazione di origine”.
Coldiretti Molise ringrazia fin da ora, a nome dei propri associati e di tutti i produttori agricoli molisani, le Amministrazioni comunali che hanno già deliberato in tal senso o hanno provveduto ad inserire nell’ordine del giorno dei prossimi Consigli comunali l’argomento in questione.



