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venerdì, Febbraio 6, 2026

Serie C, Campobasso, comunicato della società per chiarire la posizione

EvidenzaSerie C, Campobasso, comunicato della società per chiarire la posizione

La grandissima eco che hanno avuto le parole del presidente Rizzetta – a dire il vero forse con tanti che hanno espresso perplessità e disaccordo rispetto ai consensi – hanno indotto la società rossoblu a diramare un comunicato chiarificatore di cui leggiamo alcune parti piu’ significative:

“Nel 2022 ci siamo trovati davanti a una società completamente vuota, priva di fondamenta, strutture e risorse. Nessun altro aveva avuto il coraggio di assumersi quella responsabilità. Questo percorso è stato possibile grazie a un gruppo di tifosi e di sponsor leali, che hanno creduto nel progetto fin dal primo giorno, sposandolo a occhi chiusi. A loro va sempre il nostro ringraziamento. Oggi, però, per continuare a sognare, serve uno sforzo più ampio. Non stiamo chiedendo il San Siro, ma è legittimo aspettarsi un maggiore sostegno da parte del tessuto imprenditoriale e una risposta più forte anche sugli spalti. Una media spettatori inferiore rispetto alla scorsa stagione è un dato che non può non far riflettere. Chiediamo progresso. E la sostenibilità di un progetto passa dal contributo di tutti. Ognuno deve fare la propria parte, il sottoscritto compreso. Ora restano tredici finali  e io non parlerò più. Serve soltanto sostenere la squadra, più uniti che mai. Forza Lupi”.

Questa gran parte di un comunicato che il presidente ha ritenuto di stilare a seguito di tante polemiche venute fuori sui social a seguito della richiesta di Rizzetta di una maggiore presenza di pubblico sugli spalti. Probabilmente, il presidente ha compreso che le sue parole possono deviare l’attenzione dagli aspetti strettamente calcistici ed è stato indotto a rispettare il silenzio fino al termine della stagione. Apprezzabile la presa di posizione del presidente dopo l’intervista con grande eco di lunedi scorso.

Zauri alla ricerca della migliore formazione possibile anti Gubbio. Pesante l’assenza di Brunet che è diventato nel tempo un titolare inamovibile. Il tecnico potrebbe orientarsi verso una conferma di Di Livio al fianco di Gargiulo. Di Livio ha caratteristiche diverse da Brunet, ma ha dimostrato di farsi trovare pronto all’occorrenza.
Appare improbabile almeno in teoria una partenza di Agazzi nell’undici titolare fermo restando la disponibilità del calciatore. Si rivedranno Tantalocchi tra i pali e Gala come trequartista o, a seconda dei momenti della partita, anche attaccante aggiunto. Padula dovrebbe tornare titolare. È in corso la prevendita per Gubbio – Campobasso: i tifosi del Campobasso non si fanno pregare troppo come accaduto in occasioni di trasferte anche di una certa distanza dal Molise. A stamattina si è superata la soglia dei duecento tagliandi ai tifosi del Campobasso. Con altre ventiquattro ore disponibili facile immaginare come la quota sia destinata a crescere.

Il Campobasso al Barbetti vuole tornare al successo esterno. La squadra ha ripreso a vincere dopo il ko di Pineto, trasferta da cui ha appreso che per uscire indenni da gare cosi equilibrate bisogna sbagliare il meno possibile. A Gubbio la gara sulla carta si presenta così, con i locali di Di Carlo che hanno quasi l’incombenza del successo e i rossoblu ospiti con la possibilità anche di giocare una partita di rimessa. In Umbria l’ambiente non è dei piu’ felici per il cammino della squadra: le testate locali esprimono forti perplessità sul fatto che una punta di spessore come Tommasini che ha lasciato l’organico destinazione Foggia non sia stata rimpiazzata adeguatamente. Attacco sfornito, secondo il Corriere dell’Umbria, mentre il centrocampo ha visto la partenza di Spina e l’arrivo di Mastropietro, la partenza di Niang e l’arrivo di Varone. Il Gubbio ha uno degli attacchi piu’ asfittici del girone: diciotto gol in ventiquattro partite, le stessi reti della Torres tanto per rendere l’idea. Dall’altro lato, diciassette le reti al passivo, una delle migliori difese del girone B insieme ad Arezzo ed Ascoli. L’idea è quella di una squadra quadrata che ancora non riesce ad esprimere il proprio potenziale.

 

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