
Vertice oggi a Roma nella tarda serata, con possibile appendice notturna, per trovare una via d’uscita al tema del rimpasto in Giunta arrivato ormai a maturazione. Archiviata la Presidenza del Consiglio regionale, assegnata con Quintino Pallante a Fratelli d’Italia, resta sempre il partito della premier Giorgia Meloni il protagonista di queste giornate. Il noto da sciogliere è quello detta staffetta tra Michele Iorio che dovrebbe lasciare il posto da Assessore ad Armandino D’Egidio. Quest’ultimo rivendica il rispetto di un patto contratto a inizio legislatura quando fu proprio D’Egidio a fare un passo indietro a favore dell’ex presidente della Regione spalancandogli così la porta dell’esecutivo guidato da Francesco Roberti. Se Iorio citando citando Tito Livio sembra dire Hic Manemibus Optime, ovvero qui restiamo ottimamente, dal canto suo D’Egidio, più prosaicamente, si presenta all’esattoria politica per incassare il dovuto. In attesa che a via della Scrofa risolvano la questione che al momento è in mano a Giovanni Donzelli ma potrebbe passare anche ad Arianna Meloni, scoppia nell’arena politica un altro petardo che sta facendo fragore. In una intervista al quotidiano Primo Piano, l’europarlamentare della Lega, Aldo Patriciello, interviene sulle modifiche in corso. Patriciello riferisce di un accordo pre elettorale all’interno della lista “Il Molise che vogliamo” della quale egli fu promotore. L’accordo prevedeva che in caso di nomina ad assessore di uno degli eletti, quest’ultimo si sarebbe dimesso a favore del primo dei non eletti. Questo per aumentare la rappresentanza del movimento. Ciò non avvenne e adesso dice Patriciello i tempi sono maturi. Toccherebbe quindi a Gianluca Cefaratti dimettersi da Consigliere regionale per fare spazio al primo dei non eletti, Raimondo Fabrizio, consigliere comunale a Isernia.
Insomma, carne a cuocere ce n’è tanta. Bisognerà adesso capire se insieme al fumo che si leva da giorni sia arrivato anche il momento dell’arrosto. Probabilmente anche il vertice odierno non sarà risolutivo.



