In Molise solo il 17% dei comuni dispone ancora di una filiale bancaria: significa che l’83% dei comuni è già privo di sportelli. Le banche sono presenti in soli 23 comuni su 136. La situazione è particolarmente critica nella provincia di Isernia, dove restano
appena 17 sportelli bancari distribuiti in soli 5 comuni su 52. I numeri sono contenuti in una nota diffusa dal segretario regionale del Sindacato Lavoratori Poste della Cisl, Antonio D’Alessandro. “Questi dati – osserva D’Alessandro – descrivono un territorio che sta perdendo progressivamente i suoi presidi finanziari tradizionali. E quando un presidio si ritira, un altro deve necessariamente assumere funzioni aggiuntive. In questo scenario, Poste Italiane diventa il presidio che resta: non solo per la sua capillarità, ma perché in molti territori è ormai l’unico punto di accesso ai servizi finanziari di base A questa centralità – osserva il sindacalista – si aggiunge il Progetto Polis, che trasforma gli uffici postali in sportelli della Pubblica Amministrazione: passaporti, certificati giudiziari, anagrafici, servizi digitali. Una trasformazione che porta con sé nuove complessità operative, soprattutto in un territorio come il Molise, dove l’utenza è mediamente più anziana e meno digitalizzata. Gli uffici postali stanno assorbendo funzioni che prima erano distribuite tra più soggetti. È necessario interrogarsi su quale modello organizzativo possa sostenere questo cambiamento senza sovraccaricare i lavoratori e senza impoverire i territori. È una sfida – conclude – che riguarda tutti: azienda, istituzioni, territori. Ed è una sfida che il Molise, più di altri, non può permettersi di ignorare”.



