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martedì, Gennaio 27, 2026

Adriatico, salvate 50 Caretta caretta in un anno tra Abruzzo e Molise

AttualitàAdriatico, salvate 50 Caretta caretta in un anno tra Abruzzo e Molise

Un colpo al cuore che arriva dal mare Adriatico: ogni tartaruga salvata è una vittoria, ma anche la prova di una ferita ancora aperta. In un solo anno sono state circa cinquanta le Caretta caretta recuperate tra Abruzzo e Molise dal Centro Studi Cetacei di Pescara. Cinquanta vite antiche, sopravvissute a reti, plastica e a un mare sempre più ostile.
Arrivano spesso stremate, con principi di annegamento o polmoniti. Vengono curate a lungo, seguite passo dopo passo, e solo quando sono davvero pronte tornano in acqua. I controlli clinici parlano chiaro: tutte hanno avuto contatti con la plastica, ingerita o incontrata lungo le rotte marine. Un dato che pesa come un macigno.
Eppure, qualcosa sta cambiando. I pescatori, un tempo visti solo come parte del problema, oggi sono sempre più spesso i primi a segnalare e salvare. La differenza la fa il tempo: rilasciare subito una tartaruga ferita significa condannarla; affidarla ai veterinari può salvarle la vita

Accanto a queste storie di recupero, l’attenzione si è concentrata in estate anche sulla spiaggia di Campomarino Lido (Molise), dove una Caretta caretta ha deposto un nido di uova tra lidi molto frequentati e un evento raro ha attirato curiosità e monitoraggio di esperti e volontari. Dopo mesi di attesa una schiusa sfortunata? nonostante la protezione dell’area e gli sforzi di comunità e associazioni.
Queste vicende — dal salvataggio in mare alle uova sulla spiaggia — mostrano quanto la sensibilità e la salvaguardia delle tartarughe marine stiano crescendo, ma anche quanto sia fragile il loro futuro. Proteggere le Caretta caretta significa proteggere il mare che ospita la vita stessa.

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