La notizia era nell’aria da giorni: diversi degli indagati coinvolti non avevano correttamente ricevuto le notifiche e così stamattina in tribunale a Campobasso l’udienza preliminare per l’inchiesta della Dda rifiuti e corruzione, inchiesta che coinvolge il presidente della Regione, Francesco Roberti, insieme ad altri 43 indagati, è durata solo pochi minuti A causa di una serie di difetti di notifica e all’impedimento di uno degli avvocati che è malato, tutto è durato solo 40 mibuti. In un aula affollata da decine di avvocati, la giudice Silvia Lubrano ha però già fissato, in ottemperanza alla riforma Cartabia, il calendario di tutte le prossime udienze che sono in programma il 12 marzo, il 21 maggio e il 9 luglio. In quest’ultima data, salvo colpi di scena, dovrebbe arrivare la decisione sugli eventuali rinvii a giudizio. Nella vicenda giudiziaria ci sono anche quasi 50 parti civili.
“Crediamo di avere delle ragioni sostanziose sia in punto di merito che di diritto, le esporremo e poi deciderà il giudice”. Così l’avvocato Mariano Prencipe, uno dei due legali che difendono il presidente della Regione Molise Francesco Roberti, al termine dell’udienza. “Credo che il processo presenti una serie di profili rilevanti – ha aggiunto Giuseppe Stellato, l’altro legale di Roberti – sui quali ci dovremo necessariamente soffermare sia in via preliminare che in questioni di merito. Sarà un processo interessante”. Nella vicenda giudiziaria ci sono quasi 50 parti civili.



