Più di un milione di euro: è la cifra del sequestro preventivo eseguito dalla Guardia di Finanza nei confronti di una società del Trasporto Pubblico Extraurbano. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Campobasso. Denunciato il legale rappresentante dell’azienda per aver omesso di versare ritenute certificate. Una complessa indagine economico-finanziaria, quella portata avanti dalle fiamme gialle del capoluogo coordinate dalla Procura che, nello specifico, ha sequestrato oltre 157mila euro in contanti; 56 immobili, tra cui appezzamenti di terreno, in provincia di Campobasso per un valore di circa 490mila euro; 3835 azioni che complessivamente equivalgono a 383.500 euro.
Gli inquirenti hanno accertato che l’azienda tratteneva ogni mese, dalle buste paga dei dipendenti, le quote contributive destinate all’INPS. Somme fondamentali per finanziare le pensioni e per contabilizzare i contributi dei lavoratori. “Nonostante la presentazione regolare delle dichiarazioni fiscali – hanno evidenziato dalla Procura del capoluogo – tali ritenute non venivano versate all’ente previdenziale, risorse sottratte a un sistema già sotto pressione e quindi in difficoltà. In questa vicenda sono coinvolti circa 200 lavoratori, all’oscuro di tutto”.
La decisione del giudice di congelare beni e disponibilità per un milione di euro è stata presa per il rischio di disperdere le risorse nel corso del procedimento anche perchè la società è operativa.
“Questa operazione – ha rimarcato il procuratore capo Nicola D’Angelo – testimonia l’efficacia del lavoro congiunto di Guardia di Finanza e Autorità Giudiziaria per contrastare l’economia illegale a tutela delle regole del mercato, degli imprenditori e dei
lavoratori onesti, il tutto in un’ottica di deterrenza e recupero alla collettività di quanto illecitamente acquisito. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari, con quanto ne consegue in fase difensiva”.
Intanto gli avvocati della società di trasporto extraurbano SATI, Mariano Prencipe e Gaetano Caterina, in una nota, hanno tenuto a precisare che il provvedimento di cui si parla e l’intera vicenda non riguardano appunto la Sati, la società da loro rappresentata, che rimane del tutto estranea ai fatti.


