
Si è tenuto ieri, presso la Sala Consiliare del Comune di Termoli, il convegno “Il fine vita e le cure palliative”, organizzato in sinergia dal Lions Club Tifernus, dal Lions Club Termoli Host e dal Lions Club di Larino. L’evento, moderato da Ilio Giordano, presidente del Lions Club Tifernus, ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra i tre club lionistici per promuovere servizi essenziali alla comunità molisana, ringraziando il sindaco Nicola Balice per il sostegno e per la sua presenza.
La sinergia tra il Lions Club Tifernus, il Lions Club Termoli Host – presieduto da Nicola Muricchio – e il club Larino – guidato da Carmela Minotti – ha reso possibile questo service di alto valore sociale, lodato da Domenico Fabbiano, presidente della zona B della 7ª Circoscrizione.
Il presidente Ilio Giordano ha presentato i tre relatori: il dottor Mariano Flocco, direttore dell’Hospice Madre Teresa di Calcutta di Larino, lo psicologo Andrea Dalete e la dottoressa Monica Mazzocchetti, che hanno illustrato come l’approccio olistico della struttura, si spinge ben oltre le cure palliative per offrire un servizio totalizzante improntato all’amore e alla dignità per i pazienti e le famiglie.
Il dottor Mariano Flocco, ha offerto una testimonianza toccante sull’evoluzione delle cure palliative nella struttura, che interviene precocemente sin dalla diagnosi per pazienti di ogni età – dagli anziani ai bambini – su tutto il territorio molisano, con 16 posti letto in fase di ampliamento a 24 e un forte focus sull’assistenza domiciliare per favorire il ritorno a casa quando è possibile. L’équipe interdisciplinare non si limita al controllo del dolore fisico e alla terapia, ma affronta con profonda empatia l’angoscia, i bisogni psicologici, interiori e spirituali, richiedendo agli operatori una preparazione tecnica unita a una maturità interiore che consenta di connettersi autenticamente con i malati, aiutandoli a trasformare le prove in opportunità di crescita. Flocco ha descritto l’Hospice come una “seconda casa” dove si possono recuperare anche affetti sopiti o difficili con parenti e amici, si cerca di far assaporare ogni momento semplice della vita e si diffonde una qualità dell’esistenza decorosa e meno dolorosa, sottolineando che l’amore e l’affetto verso pazienti e familiari sono più determinanti delle cure mediche stesse, alleviando il “peso sul cuore” in modo insostituibile.
Lo psicologo Andrea Dalete, che opera nell’Hospice dal 2011, ha condiviso l’importanza cruciale della medicina narrativa, uno strumento che permette ai pazienti di aprirsi non solo sui problemi legati alla patologia, ma sul proprio vissuto e sulla vita intera, favorendo un’analisi profonda e un’evoluzione interiore per affrontare meglio le difficoltà del fine vita. Questo approccio estende il supporto psicologico ai familiari, liberi di entrare in struttura in qualsiasi momento e persino di pernottare. Il supporto psicologico è offerto anche all’équipe degli operatori e allo stesso psicologo, con un lavoro discreto e spesso silenzioso che sostiene tutti. Dalete ha evidenziato come la presenza di animali offra un conforto universale a pazienti e personale, contribuendo a creare un clima di serenità e connessione umana all’interno della struttura.
La dottoressa Monica Mazzocchetti ha raccontato con passione gli interventi domiciliari precoci, che prendono in carico sin dalla diagnosi non solo il paziente ma l’intero nucleo familiare – spesso consapevole della gravità della situazione a differenza del malato – con la massima discrezione per evitare ospedalizzazioni inutili e superare l’iniziale diffidenza o pudore che cela dolore e reali esigenze. L’équipe affronta bisogni pratici come l’igiene personale, la cura burocratica o il supporto per persone sole assistite da anziani, sorreggendo famiglie impreparate che rischiano di soffrire tremendamente senza poter aiutare il caro, e definendosi “come una scopa che spazza via tutti gli ostacoli posti dalla malattia”. Mazzocchetti ha descritto le stanze dell’Hospice, dotate di comfort casalinghi e nominate ciascuna con un nome diverso come ad esempio “Casa delle Rose”. Le stanze possono essere arredate con oggetti personali dei pazienti per renderle loro familiari. Si cerca di favorire un’assistenza totalizzante che aiuta i pazienti a superare l’attaccamento alla materialità e a coltivare una realizzazione interiore e spirituale, specialmente nel fine vita.
I soci del Lions Club Tifernus, del Lions Club Termoli Host e del Lions Club di Larino seguendo la loro vocazione di servire il prossimo sono onorati di aver incontrato il dottor Mariano Flocco, il dottor Andrea Dalete e la dottoressa Monica Mazzocchetti.



