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venerdì, Agosto 29, 2025

Uccise lo zio a coltellate:Gip,”Non fu gelosia ma dolore”

CronacaUccise lo zio a coltellate:Gip,"Non fu gelosia ma dolore"

Non fu gelosia, ma dolore. Le 7 coltellate inferte dal nipote allo zio non furono provocate da un istinto violento, ma da una rabbia covata a lungo.
E’ la tesi con la quale il gip di Milano, Tommaso Perna aveva disposto l’arresto per Antonio Iannetti, 29 anni di Torremaggiore, in provincia di Foggia, accusato di aver ucciso lo zio di 41 anni, Roberto Parisi che da tempo aveva allacciato una relazione con la giovane fidanzata del nipote.
Un amore nato sulla spiaggia di Campomarino, che la coppia frequentava durante l’estate. Proprio come era accaduto un paio di anni fa. Zio e nipote, che spesso avevano lavorato anche insieme, insieme erano in vacanza, quando i due amanti avevano cominciato a frequentarsi, fino a rendere ufficiale il loro rapporto a Cesano Boscone, dove la coppia risiedeva alla periferia di Milano.
Quello, però, sarebbe diventato anche lo scenario dell’omicidio.
La rabbia covata nel tempo da Iannetti verso Parisi, aveva scritto il gip, ai suoi occhi colpevole di aver determinato la rottura della relazione con la compagna, anche madre di sua figlia, non può essere valutata come una banale vendetta orchestrata contro Parisi.
Una tesi sostenuta durante il rito abbreviato dall’avvocato Roberto D’Aloisio, difensore dell’imputato condannato a 14 anni perchè non è stata riconosciuta l’aggravante per futili motivi collegati alla gelosia, come invece aveva richiesto il pubblico ministero, Bianca Baj Macario.
Il giudice dell’esecuzione della sentenza, pronunciata lo scorso marzo, ha ridotto ancora di un sesto la pena e condannato Antonio Iannetti a 11 anni e nove mesi di reclusione

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